Confesercenti Roma: per i pellegrini che non sono atleti, giubileo senza misericordia!

Percorsi a piedi da San Pietro a San Giovanni e fino a San Paolo. Quale residente di Roma percorre tali distanze a piedi? E alle catacombe come ci arriviamo?

I gruppi di pellegrini sono formati  prevalentemente da anziani, portatori di numerose malattie, e non ce la fanno a fare quello che si pretende da loro.

Le guide turistiche abilitate di Roma hanno già vissuto insieme ai pellegrini il Giubileo del 2000 senza i bus turistici, lasciati fuori dal raccordo anulare. E’ stata una sofferenza infinita. Ed erano state istituite le linee bus chiamate “J” (Jubileum). Gli stessi amministratori capitolini, che avevano deciso la mobilità turistica senza bus per il 2000, dopo valanghe di proteste per i disagi fuori misura procurati, e anche alcuni morti, abolirono poi quel sistema ed ammisero che era stato un piano bus di tipo “talebano”.

Per il Giubileo 2016, niente bus e niente linee “J”. I permessi a 1000 euro al giorno sono esorbitanti, i pellegrini non se li possono permettere. Tutti a piedi o in bicicletta!

Piste ciclabili per i pellegrini: si parla sul serio? I percorsi a piedi non saranno una soluzione, salvo poi riempire gli ospedali romani di ricoverati. E i percorsi pedonali non creeranno forse intasamenti di traffico?

Rimangono i mezzi pubblici che intaseremo e, a protestare, saranno i residenti romani che non riusciranno a prenderli per recarsi al lavoro.  Mezzi pubblici inadeguati per i residenti stessi adesso sarebbero adeguati per assorbire anche la mobilità dei pellegrini? Gruppi la cui età media è di 70 – 80 anni, come porteranno le valigie in albergo il giorno dell’arrivo e della partenza ?

Noi guide turistiche siamo spassionatamente dalla parte dei pellegrini, con i quali abbiamo condiviso già le sofferenze nel 2000. Il Piano della mobilità deciso per il Giubileo è seriamente sbagliato. Roma si rende incapace di accoglienza decente. Ci saranno, come nel 2000, proteste da tutto il mondo, da parte delle associazioni di pellegrini, delle giocesi e delle agenzie Turistiche che organizzano loro il viaggio. Roma sta per fare una figuraccia internazionale di proporzioni gigantesche. Sarà ulteriormente danneggiata l’immagine di Roma, già screditata dagli ultimi fatti di cronaca. Partiranno anche inevitabili ricorsi.

Le previsioni degli arrivi non giustificano neanche lontanamente misure così draconiane. Si prevedono 25 milioni di presenze (ossia di notti dormite in albergo). Ma negli anni scorsi Roma ha registrato 39 milioni di presenze (dati dell’ Ente Bilaterale del Turismo). Quindi arriverà la metà delle persone e la metà dei bus.

Quali sono gli interessi che vengono favoriti?  Quelli dei residenti del centro storico (una minoranza di 200.000 privilegiati  su 3 milioni di residenti di Roma).

Si impedisce ai gruppi di pellegrini di spostarsi con il loro bus che deve rimanere in un parcheggio, per poi permettere di circolare solo ai bus a due piani (gli open bus) che saranno incrementati. Ma  tali bus ai gruppi di pellegrini non servono. Farli scendere dal proprio bus, per farli salire su un bus a due piani, doppiamente “bisonte”, questa viene presentata come la soluzione.

Tra coloro che possiedono i bus a due piani, la Romana Pellegrinaggi, agenzia turistica del Vaticano, che ha approvato il piano e che aumenterà il proprio fatturato (esentasse per l’Italia).

Con le drastiche misure annunciate, i turisti non interessati al pellegrinaggio si guarderanno bene dal visitare Roma nel 2016 (come è stato nel 2000)!  Impensabile sottoporli a simili restrizioni. Il piano bus del Giubileo mette in crisi le compagnie di bus di Roma, con relativa perdita di lavoro per autisti e dipendenti e danneggia seriamente tutto il comparto del turismo che fa vivere il 20 % delle famiglie romane.

Un Giubileo senza misericordia!

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