Confesercenti Torino: “Un fondo per la liquidità delle attività commerciali dai risparmi sui buoni pasto dei lavoratori in smart working”

Il Presidente Banchieri: “Gli enti pubblici non possono fare cassa  sulla pelle dei commercianti. E poi subito tutti in ufficio”

Un fondo per sostenere la liquidità dei pubblici esercizi e delle altre attività commerciali alimentato dai risparmi realizzati dalla pubblica amministrazione grazie alla mancata erogazione dei buoni pasto ai dipendenti in smart working: è questa la proposta che Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti, ha lanciato durante l’audizione della terza commissione consiliare della Regione dedicata ai problemi del commercio.

“Regione, Comuni e tutti gli altri enti pubblici – spiega Banchieri – non possono pensare di risparmiare sulla pelle delle nostre imprese: si tratta di una massa di denaro ingente che in condizioni normali sarebbe entrata nelle casse di bar, ristoranti e negozi. La situazione delle attività di somministrazione, private quasi del tutto delle entrate derivanti dalla pausa pranzo, è sempre più drammatica. Ma il fenomeno coinvolge il commercio più in generale per il solo fatto che ci sia meno gente che esce e si muove: i benzinai denunciano un calo del 30% dell’erogato, ai negozi di abbigliamento, come di altri settori, manca una parte di introito che prima realizzavano proprio grazie a questo tipo di clientela; e non dimentichiamo i fornitori del settore Horeca e gli agenti di commercio che intermediano le vendite: anche loro denunciano un calo degli ordini (e quindi delle loro provvigioni) fra il 50 e il 70%.

“I dati sui consumi di maggio diffusi l’altro ieri dall’Istat sono drammatici e una parte delle vendite che mancano all’appello sono senza dubbio originate dallo smart workig.

“Dunque – conclude Banchieri – nell’immediato si trovi il modo di redistribuire le risorse risparmiate. Ovviamente, anche se importante,  questo è un palliativo. La vera soluzione – e qui rinnoviamo il nostro appello – è quella di un ritorno in tempi brevi ai posti di lavoro”.

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