Confesercenti Veneto Centrale, 6 mesi di Covid: -551 mln di euro in meno nella spesa dei padovani

Da marzo ad agosto 2020 la spesa delle famiglie è diminuita del 22% mensilmente, -485 euro mensili per famiglia su spese per beni, ristorazione e tempo libero

Dal mese di marzo a quello di agosto del 2020 la spesa delle famiglie padovane è diminuita del 22% mensilmente con una diminuzione della spesa per beni, ristorazione e tempo libero pari ad euro -485 mensili per famiglia. A calcolarlo l’osservatorio economico della Confesercenti su dati ISTAT e osservatorio nazionale.

Nonostante il pesante intervento di Cig, i vari bonus e gli altri sostegni alle famiglie ed alle persone, è pesante la diminuzione della spesa delle famiglie padovane nei sei mesi di Covid.

Mediamente le famiglie padovane hanno subito una perdita di reddito pari al 4,3% corrispondente a quasi 1.500 euro in meno rispetto al 2019 colpendo soprattutto il lavoro autonomo ed il lavoro dipendente mentre è leggermente cresciuto il reddito da pensioni.

Purtroppo, il periodo di insicurezza pesa in modo notevole nelle abitudini delle famiglie padovane che pur avendo una diminuzione del reddito pari al 4,3% diminuiscono la capacità di spesa di oltre il 22%.

Ogni famiglia ha quindi speso in questo semestre ben -2.910 euro in meno  così suddivisi:

  1. prodotti alimentari in aumento di 19,483 milioni
  2. prodotti non alimentari in diminuzione di ben 478,924 milioni
  • di cui per abbigliamento e calzature meno 110,106 milioni
  • di cui per mobili, articoli per la casa meno 67,636 milioni
  • di cui per ricreazione spettacoli e cultura meno 88,345 milioni

3. servizi di bar e ristorazione meno 91,809 milioni

con una perdita per beni e somministrazione pari a -551,250milioni

ed una diminuzione complessiva della spesa (beni servizi casa trasporti ecc.) pari ad 1.135,881 milioni.

Un problema enorme per il mercato interno e per le migliaia di PMI che operano nel nostro territorio, commenta il Presidente Rossi.

Le misure messe in campo dal Governo, dalla Regione e dai Comuni della nostra provincia hanno, fino ad ora, solo evitato il peggio ma dobbiamo continuare con il sostegno ancora più consistente per imprese e famiglie.

Se da un lato, continua Rossi, abbiamo in parte superato il “lock down” dall’altro siamo ancora in emergenza e la ripresa non solo non è ancora iniziata ma, per il momento, la vediamo ancora lontana.

La forte diminuzione dei redditi da lavoro autonomo, dei dipendenti delle imprese private anche se (quest’ultima) leggermente attenuata dalla cassa integrazione, dimostra la ancora crescente difficoltà delle imprese e di conseguenza di ripresa dell’economia del nostro territorio.

L’esigenza prioritaria oggi è quella di saper sviluppare accanto al sostegno del tessuto produttivo, delle attività commerciali  e dei servizi alla persona, un ampio progetto di ripresa del territorio oltre ovviamente agli interventi nazionali.

Se al governo chiediamo la riforma fiscale, un buon utilizzo delle risorse che arriveranno dal recovery fund, a livello locale è indispensabile la costituzione di un tavolo  di lavoro che individui le priorità (alta velocità, sistema sanitario, rigenerazione urbana, infrastrutture materiali ed immateriali, sviluppo export e turismo, sistema di innovazione).

Se non volgiamo perdere l’ennesimo treno dobbiamo individuare con chiarezza e condivisione queste strategie. Una sorta di stati generali dello sviluppo economico per disegnare la Padova del 2030 saranno molto utili.

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