Contrattazione decentrata, bilateralità, welfare e rappresentanza

I temi della tavola rotonda Fisascat Cisl. Presente il Segretario di Confesercenti Mauro Bussoni

Riaffermare il valore della contrattazione decentrata e favorire il rafforzamento della bilateralità e del welfare integrativo e complementare nell’ambito dei negoziati aperti per il rinnovo dei contratti nazionali di settore. Una riflessione a tutto campo quella avviata dalla Fisascat, la federazione nazionale del terziario, turismo e servizi della Cisl, che in una tavola rotonda promossa oggi al Centro Studi confederale di Firenze nell’ambito delle conclusioni del corso di formazione annuale destinato ai quadri, ai dirigenti ed ai giovani militanti della categoria sindacale, ha voluto approfondire le diverse tematiche connesse allo sviluppo del secondo livello di contrattazione aziendale e territoriale anche alla luce delle recenti evoluzioni del mercato del lavoro.

“Oggi il 70% dell’occupazione anche in Italia si concentra nei settori del terziario e nei servizi “ ha affermato il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri nell’intervento di apertura ai lavori. “Cambia l’economia, che risente purtroppo dello stato recessivo, cambiano i processi produttivi e sono aumentate anche le terziarizzazioni” ha proseguito Raineri sottolineando l’importanza della riforma della contrattazione del 2009, fortemente voluta dalla Cisl, “una riforma che ha consentito di introdurre meccanismi per la realizzazione della contrattazione territoriale prevendo anche meccanismi di garanzia economica” ha aggiunto il segretario.

“La contrattazione decentrata rappresenta un’opportunità concreta per affrontare la crisi e la recessione con le quali ancora facciamo i conti – ha evidenziato Raineri – Siamo convinti che è attraverso il rafforzamento delle relazioni sindacali locali e della contrattazione decentrata che possono essere introdotti elementi complementari per la realizzazione, ad esempio, di quote salariali aggiuntive finalizzate a rilanciare i redditi ed i consumi, legandole proprio all’andamento della produttività”.

Senza tralasciare lo sviluppo del welfare locale prodotto dal 2° livello di contrattazione, sussidiario a quello nazionale, ha poi sottolineato Raineri. “Il welfare contrattuale ed il sistema della bilateralità dovrà diventare – ha rimarcato – lo strumento integrativo dell’esercizio dei diritti contrattuali attraverso la rete della bilateralità di sistema”. “Non possiamo non sottolineare ancora una volta che la bilateralità è stata una nostra forte e ferma volontà come strumento principe nello sviluppo dei settori che rappresentiamo, privi per gran parte dei vari tipi di ammortizzatori, per rispondere alle esigenze di avere quelle necessarie tutele trascurate dal legislatore” .“Ed è per questo – ha concluso Raineri – che dobbiamo continuare ad essere gli attori principali nell’evoluzione e nell’implementazione della bilateralità, attivandoci per ottenere la massima diffusione territoriale del sistema bilaterale”.

Un invito rivolto alle rappresentanze datoriali presenti all’iniziativa: Mauro Bussoni, segretario generale Confesercenti, Angelo Candido, capo servizio sindacale Federalberghi, Maria Stella Motta, direttore area lavoro e sindacale Federdistribuzione e Silvio Moretti, relazioni sindacali Fipe, che hanno condiviso in pieno la necessità di fare sistema e di elaborare proposte specifiche volte alla concertazione di soluzioni condivise anche a livello nazionale, affinché lo sviluppo della contrattazione territoriale possa avvenire in maniera uniforme e funzionare da volano per il sistema sociale ed economico del Paese.

E’ il segretario confederale Cisl Annamaria Furlan a sottolineare, nelle conclusioni, l’importanza strategica della sinergia tra 1° e 2° livello di contrattazione. “Nel 2009 la Cisl è stata protagonista del cambiamento con la rivisitazione dell’accordo del ‘93 e con l’introduzione di meccanismi che consentissero il reale decollo del secondo livello aziendale e territoriale – ha dichiarato la Furlan – Con le nuove regole dell’accordo del 2009 si rende realmente esigibile la contrattazione decentrata in tutti i settori, non dimenticando che è proprio attraverso la contrattazione di 2° livello che si possono affrontare le problematiche aziendali e del territorio tramite la condivisione degli obiettivi, o meglio, degli interessi comuni delle parti sociali coinvolte”.

“L’unità del nostro Paese si fa anche garantendo uguali opportunità con particolarità diverse a seconda dell’area economica e questo può avvenire con lo sviluppo della contrattazione territoriale – ha concluso la Furlan – Tutto il sistema del terziario, turismo e servizi necessita di un solido sistema di relazioni sindacali locali e di un avanzato sistema della bilateralità, entrambi proiettati alla tenuta del sistema economico e sociale, che possano gestire non solo il naturale alveo del 2° livello di contrattazione aziendale, ma anche l’applicazione pratica di normative nazionali, in primo luogo sulla previdenza complementare e sull’assistenza sanitaria integrativa, oltre che sulle materie del mercato del lavoro e sugli strumenti di flessibilità contrattata”.

 

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