Coronavirus: Confesercenti Arezzo interviene sull’ordinanza della Regione Toscana

Landini: “Le cartolibrerie e i negozi di giocattoli devono avere parità di trattamento”



Confesercenti interviene in merito all’ordinanza della Regione Toscana con la quale è stata prevista la vendita di articoli di cartolibreria e di giocattoli solo all’interno di attività ad oggi non soggette a chiusura, quali negozi di generi alimentari ed edicole. Confesercenti chiede che la misura sia estesa a tutte le cartolibrerie e negozi di giocattoli.

“Siamo insoddisfatti dell’ordinanza con la quale la Regione Toscana” commenta il Presidente di Confesercenti Arezzo Mario Landini “consente la vendita al dettaglio di articoli di cartoleria, forniture per ufficio, (codice ATECO 47.62.20) giochi e giocattoli (codice ATECO 47.65) solo all’interno di attività ad oggi non soggette a chiusura,
quali negozi di generi alimentari ed edicole. Questo non basta. Le cartolerie e i negozi di giocattoli intesi come negozi di vicinato devono avere la parità di trattamento della grande distribuzione”.

“L’emergenza” ribatte Landini “non dovrebbe favorire una forma distributiva nei confronti di un’altra. Oggi chi vende oggetti di cartoleria e giocattoli nei negozi di vicinato lo può fare solo tramite la consegna a domicilio con tutte le difficoltà e le limitazioni della forma di distribuzione a domicilio. La regione, se ritiene che ci sia la necessità di questi prodotti, allora si deve assumere la responsabilità di consentirlo a tutti le tipologie di esercizio in quanto non si possono fare distinzioni tra le tipologie di esercizi”.

“Ricordiamo” conclude il presidente di Confesercenti Arezzo “che questa tipologia di esercizi è già da tempo in grave difficoltà e oggi più che mai, riteniamo che con la delibera della regione non solo non si aiuta gli esercenti ma addirittura si renda più complicata la vendita”.

Confesercenti chiede “quindi una parità di trattamento tra tutti i negozi di articoli di cartolibreria e di articoli di giocattoli”.

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