Crolla il consumo del pane. I panificatori abruzzesi domenica 12 marzo in Assemblea: aprire un Tavolo di crisi per soluzioni immediate, a tutela del comparto

il_pane_si_spezza_fotoSi terrà domenica 12 marzo 2017, a Sambuceto, Chieti, l’Incontro Dibattito: “Il Pane si spezza… non si spezzano i Panificatori”. Tra gli interventi: Vinceslao Ruccolo, Presidente Fiesa Confesercenti Regionale d’Abruzzo, Simone Pieragostini, Associazione Panificatori della Provincia di Ascoli Piceno, Gaetano Pergamo, Direttore Fiesa Confesercenti Nazionale. Le conclusioni saranno affidate a Davide Trombini, Presidente Nazionale Fiesa Assopanificatori Confesercenti.
L’Incontro Assemblea dei panificatori dell’Italia centrale vuole porre l’accento sulla crisi del settore della panificazione che in Italia conta circa 22mila imprese del pane, con una media di 3,5 addetti per attività. Oltre ai panifici, ci sono le aziende medio-grandi che producono pane a livelli industriali e molte sono sull’orlo del fallimento. La crisi si è acuita nelle aree colpite dagli eventi sismici dell’Italia centrale.
“Tra le cause di questa crisi – come spiega Vinceslao Ruccolo, Presidente di Assopanificatori Abruzzo – non solo la diminuzione del consumo di pane, che negli ultimi 25 anni è sceso del 40%, ma anche la concorrenza dei supermercati, che offrono pane, solitamente precotto e surgelato, in molti casi proveniente dall’Est Europa, a prezzi più bassi. E’ intervenuta anche la calamità naturale del sisma che ha spopolato i territori e fatto crollare la domanda. Le aziende sono a rischio sparizione con la conseguente perdita di un patrimonio professionale ed economico per interi territori. Ecco perché bisogna intervenire subito”.
“I Panificatori rappresentano un tessuto che non può essere spezzato – sottolinea Assopanificatori Abruzzo. Per questo chiediamo si apra un Tavolo che affronti questa crisi strutturale del comparto, per formulare proposte e progetti utili a far uscire il settore da questo difficile momento. Il Tavolo deve rappresentare un’occasione di confronto tra imprenditori e associazioni professionali d’imprese, finalizzato alla promozione, al riconoscimento ed alla valorizzazione dei pani e dei prodotti da forno. A tal fine riteniamo siano necessarie collaborazioni con le Regioni e con gli altri Enti pubblici competenti oltre a manifestazioni promozionali e culturali sul pane e l’ospitalità e la diffusione della cultura del pane e dei prodotti da forno. Abbiamo posto il problema anche al Tavolo di rinnovo contrattuale perché il sistema della bilateralità possa intervenire a supporto delle aziende aderenti del territorio”.
“Non possiamo – conclude il Presidente di Assopanificatori Davide Trombini – lasciare un simbolo del Made in Italy nel mondo al proprio destino. Non si tratta solo di veder scomparire uno dei protagonisti della nostra tradizione agroalimentare, ma assistere alla chiusura di tante imprese e la conseguente messa in ginocchio di altrettante famiglie. Se è pur vero che i panificatori non si spezzano, le Istituzioni non possono restare indifferenti quando è a rischio una realtà così importante ed antica del nostro tessuto produttivo. Abbiamo registrato l’interesse di tutte le Parti Sociali a sostenere con la bilateralità interventi a sostegno delle crisi aziendali, della dotazione tecnologica delle imprese danneggiate, del sostegno con azioni di welfare differito. Ma questo problema va affrontato con le Istituzioni nazionali e locali, a tutti i livelli”.
Ed infatti all’incontro di domenica dei panificatori parteciperanno i livelli istituzionali regionali e nazionali coinvolti nella questione.

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