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Dehors: la replica di Confesercenti Verona al Sovrintendente Tinè

Il Presidente Bissoli: “E’ assodato poi che “portare vita” nelle vie e nelle piazze della città costituisce un valido deterrente al degrado ed alla criminalità a favore di tutto il tessuto economico, con ricadute positive anche per gli altri negozi presenti”

In relazione alle dichiarazioni del Sovrintendente per Verona, dott. Vincenzo Tinè, sull’esigenza di regolamentare la gestione dei plateatici maggiorati – i cosiddetti dehors – a Verona, Confesercenti esprime la propria disponibilità ad allestire un tavolo di concertazione fra la Soprintendenza stessa, l’Amministrazione comunale e le associazioni di categoria.

“Siamo disposti a valutare nuove linee guida – interviene Alessandro Torluccio, direttore di Confesercenti – però dobbiamo tenere in considerazione che l’estensione dei plateatici è un’importante misura a sostegno degli imprenditori più duramente colpiti dalle conseguenze economiche della pandemia. Con i semplici ristori fin qui erogati, infatti, gli imprenditori sicuramente non sono riusciti a far fronte agli affitti, alle bollette ed agli altri costi, per esempio del personale”.

“Questo aspetto – incalza Paolo Bissoli, presidente di Confesercenti – va tenuto in debita considerazione, in aggiunta al fatto che spesso i clienti che siedono ai tavolini lo fanno perché all’aperto si sentono più sicuri rispetto ai contagi che continuano a crescere. E’ assodato poi che “portare vita” nelle vie e nelle piazze della città costituisce un valido deterrente al degrado ed alla criminalità a favore di tutto il tessuto economico, con ricadute positive anche per gli altri negozi presenti”.

“In ultima analisi, volevo fare una piccola puntualizzazione – conclude Alessandro Torluccio – sulle dichiarazioni del sovrintendente circa l’arricchimento indebito che l’utilizzo dei plateatici allargati procurerebbe alle imprese dei pubblici esercizi. Faccio presente che fin dall’inizio della pandemia questi imprenditori sono stati oggetto di chiusure e di importanti restrizioni per molto tempo, fattori che non hanno concesso loro di poter lavorare serenamente, con gravissime perdite economiche.

In considerazione di ciò, a maggior ragione, penso che ogni imprenditore pur di lavorare sia disposto di buon grado a pagare il canone stabilito dall’amministrazione comunale per l’utilizzo dei plateatici”.

 

 

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