Dl lavoro, tensione nella maggioranza. Domani la fiducia

Renzi: “Serve ok”

Il decreto lavoro crea tensione nella maggioranza. In un lungo vertice alla Camera, il ministro Giuliano Poletti prova a mediare tra le posizioni del Pd e di Ncd, ma il governo si vede costretto a blindare il provvedimento con la fiducia, che sarà votata domani. Ncd e Sc annunciano che diranno sì per un senso di responsabilità ma già promettono battaglia al Senato. Il governo è assolutamente convinto dell’urgenza di condurre in porto il testo varato un mese fa in Consiglio dei ministri.
Intanto il ministro del Lavoro si presenta ai capigruppo con una proposta di mediazione in tre punti. Poletti propone di trasformare in sanzione pecuniaria (come chiede Ncd) l’obbligo di assunzione introdotto per i datori di lavoro che superino il tetto del 20% di lavoratori ‘a termine’. E propone che sia possibile scegliere tra la formazione per l’apprendistato aziendale o regionale. Ncd, secondo quanto riferisce Maurizio Sacconi, sarebbe favorevole alla proposta Poletti. Ma il Pd chiede, a quel punto, che si riducano da 5 a 4 i rinnovi possibili per i contratti a termine senza causale. Il braccio di ferro va avanti ma, alla fine, al governo non resta che prendere atto che una mediazione non è possibile. La discussione sulle modifiche si riaprirà al Senato. Il ministro Boschi annuncia la fiducia per domani, mentre viene bocciata per appena 22 voti la richiesta del M5S di riportare il testo in commissione.

 

 

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