Emilia Romagna: canale Boicelli chiuso alla navigazione sino al 10 giugno, ancora una volta il turismo passa in coda

“La Confesercenti da anni chiede che la navigazione del Po sia considerata una risorsa strategica per il turismo della regione e chiesto di attivare un tavolo di confronto e una cabina di regia con la partecipazione dei privati, ovvero gli utilizzatori delle vie d’acqua, affinché possano essere informati e magari dire la loro sulla pianificazione dei eventuali lavori e, invece, ogni volta ci si trova di fronte a decisioni non concertate che colgono alla sprovvista”.

È il commento di Nicola Scolamacchia, membro di Giunta della Confesercenti Emilia Romagna, nonché presidente della Confesercenti di Ferrara, a commento dell’ordinanza di blocco della navigazione del canale Boicelli dal 3 al 10 giugno, emessa dal Responsabile del Servizio Area Reno e Po di Volano venerdì scorso.

“Dopo mesi di chiusura totale, che hanno determinato la cancellazione delle gite primaverili, scolastiche, di Pasqua, Pasquetta e 1 maggio – continua Scolamacchia – era appena stata inaugurata la riapertura dell’attività di navigazione turistica, con grande sforzo organizzativo ed economico da parte dei privati interessati e con la programmazione già definita per tutte le domeniche di giugno e luglio del giro sul Boicelli e Po Grande. Senza preavviso, invece, è stata predisposta l’ordinanza di blocco della navigazione dal 3 al 10 giugno, senza informazione preventiva, creando un danno d’immagine e credibilità difficilmente quantificabile ma sicuramente rilevante. I lavori sull’Idrovia Ferrarese sono destinati necessariamente a creare disagi, ma se i lavori vengono concordati, questi si possono ridurre.”

La richiesta di Confesercenti alle istituzioni è, dunque, di attivare quel tavolo di programmazione e confronto più volte richiesto “anche per riempire di contenuti reali – conclude Scolamacchia – l’affermazione che oggi va sempre molto di moda, sull’importanza strategica che riveste il turismo nella nostra economia, un settore che, però, nei fatti, rischia sempre di passare in coda alle scelte che si riferiscono ad altre priorità”.

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