Subito accise mobili e approvazione del Disegno di legge di riforma del settore
La Faib, la Federazione dei benzinai della Confesercenti del Lazio, denuncia l’esasperazione e i danni provocati dell’escalation dei prezzi dei carburanti, ormai alle stelle. Abbondantemente sopra i 2 euro al litro.
Innanzitutto va detto, precisano dalla Faib, che non sono i gestori a definire i prezzi di vendita dei carburanti: i gestori adottano i listini comunicati dalle aziende petrolifere fornitrici.
La Federazione dei benzinai di Roma e del Lazio della Confesercenti ricorda che i gestori hanno un margine di guadagno non in percentuale sul prezzo, ma al litro: un margine medio lordo assolutamente insufficiente e di soli 3 centesimi e mezzo al litro, calcolato sui litri venduti e la media dei margini riconosciuti dalle varie compagnie petrolifere sia in modalità self che servita. Il differenziale tra self e servito, circa 20 centesimi, finisce nella gran parte nelle tasche delle aziende petrolifere.
A restare danneggiati da questi prezzi stellari dei carburanti oltre a tutti i consumatori e soprattutto chi con i mezzi di trasporto lavora, precisa la Federazione, sono anche gli stessi benzinai, non solo come consumatori a loro volta, ma perché ulteriormente danneggiati da questi prezzi perché oltre a perdere erogato, sono costretti a sborsare più denaro per acquistare i necessari approvvigionamenti. Non solo, ma anche per effetto del costo delle commissioni sulle transazione elettroniche, che vengono pagate in percentuale e per effetto di una concorrenza sleale messa in atto da alcune compagnie petrolifere che praticano listini più favorevoli sugli impianti gestiti direttamente con contratti fuori dal campo normativo di settore, mettendo ancora di più fuori mercato le gestioni “tradizionali”.
Sugli aumenti dei prezzi dei carburanti, denuncia la Faib, a guadagnarci sono quei fornitori, i petrolieri, che “anticipano” o modulano i propri listini rispetto le fluttuazioni di mercato e sicuramente lo Stato che incassa un maggior gettito di Iva. Per questa ragione da più parti, così come le associazioni di categoria, abbiamo chiesto che si attivi il meccanismo dell’accisa mobile, diminuendo la tassazione fissa sui carburanti, tra le più alte d’Europa, restituendo ai consumatori le maggiori entrate.
Purtroppo le prospettive del mercato petrolifero sono ancora molto incerte: il concreto rischio che la guerra del golfo produca ancora effetti sul medio periodo è una previsione largamente condivisa da diverse e autorevoli fonti, ma qualcosa si può fare subito: oltre ad attivare subito l’accisa mobile, occorre monitorare i listini delle aziende fornitrici, senza ostinarsi a controllare soltanto i benzinai e a rievocare il “fantasma” del cartello del prezzo medio regionale sui distributori, peraltro censurato dal Consiglio di Stato.
I benzinai chiedono che sia approvato subito il Disegno di Legge giacente da sei mesi al Ministero del Made in Italy, messo a punto dopo una lunga trattativa e atteso da più di un decennio dal settore, perché sia avviata una ristrutturazione della rete che riporti efficienza nel settore della distribuzione nell’interesse generale e sia ripristinata la legalità contrattuale per dare una prospettiva e dignità alla categoria dei benzinai.