Fase 2: Confesercenti Sicilia, Turismo? Delusi dal Dl Rilancio e da finanziaria regionale

“Siamo delusi e preoccupati per gli interventi previsti a favore del turismo. Delusi per le misure inserite nelle bozze del Dl Rilancio del governo Conte e preoccupati per lo stop che potrebbero avere gli interventi approvati nella
finanziaria regionale. Ad oggi non ci sono le condizioni per ripartire. Un’impresa su 3 rischia di non farcela”.

Così Vittorio Messina, presidente di Confesercenti Sicilia e Assoturismo Confesercenti, rilancia l’allarme per il turismo sull’Isola, settore  dal quale dipende il 15 per cento del Pil regionale, e preannuncia forme eclatanti di protesta.

“I giorni passano senza che alle imprese sia arrivato il minimo aiuto – aggiunge. La detrazione di 500 euro sul credito d’imposta prevista nelle bozze del DL Rilancio, è un intervento a pioggia dall’entità e dal respiro corto che non aiuta chi oggi è senza liquidità, la dotazione del fondo turismo è irrisoria e anche il bonus vacanze è sotto le aspettative. Se poi consideriamo le misure previste a sostegno della filiera del turismo in finanziaria regionale, al
momento sono tutte appese a un filo, alla possibilità e volontà del governo nazionale di destinare i fondi del Poc per il rilancio”.

“Non c’è più tempo, senza  un sostegno mirato il turismo non può farcela – continua Messina – Le imprese rischiano di implodere, con effetti drammatici per tutti: a rischio ci sono migliaia di attività e posti di lavoro. Servono provvedimenti che siano di immediata esigibilità per i soggetti beneficiari, senza eccessivi passaggi
burocratici”. Ad essere insoddisfatta è tutta la filiera: agenzie di viaggio, tour operator incoming, stabilimenti balneari, guide turistiche, alberghi, campeggi, strutture ricettive extralberghiere, noleggiatori, bus e autovetture con conducente, bar e ristoranti. A mancare, secondo Confesercenti Sicilia, sono “tempi e protocolli chiari che indichino le regole nel rispetto delle quali sarà possibile riaprire. Finora le ipotesi trapelate sui giornali, in molti casi, renderebbero diseconomico riavviare le attività” conclude Messina.

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