Fenagi Confesercenti Veneto Centrale: edicole a rischio, “Servono misure concrete per salvare un presidio sociale”

edicole

Crescono le chiusure delle Edicole e i chioschi di giornali. L’associazione chiede ai Comuni meno burocrazia, agevolazioni fiscali e sostegno a chi continua l’attività

Nel padovano e vicentino le edicole continuano a chiudere, lasciando vuoti non solo commerciali ma anche sociali nei quartieri. Un fenomeno che preoccupa Fenagi – Confesercenti del Veneto Centrale, che accende i riflettori su una rete di attività sempre più fragile, ma ancora fondamentale per la vita delle comunità.

«Le edicole non sono semplici punti vendita – sottolinea Amalia Guzzon, presidente Fenagi – Confesercenti del Veneto Centrale, – ma veri e propri presìdi di prossimità, luoghi di relazione e riferimento quotidiano, soprattutto per le persone adulte e anziane. La loro progressiva scomparsa impoverisce il tessuto urbano e riduce i servizi di base nei quartieri, perdono molto di più di quello che sembra».

Negli ultimi anni il calo delle vendite, senza poter avere alcun rinnovo del contratto, l’aumento dei costi e le difficoltà burocratiche hanno reso sempre più complicata la sostenibilità economica delle attività. A questo si aggiunge il ricambio generazionale quasi assente: sempre meno imprenditori sono disposti a investire in un settore percepito come molto impegnativo e poco redditizio.

Accanto alla preoccupazione, però, Confesercenti guarda anche alle possibili soluzioni, partendo da chi continua a tenere aperta l’attività con impegno, passione e coraggio. «Chi oggi porta avanti un’edicola svolge un servizio pubblico di fatto – prosegue l’associazione – e deve essere sostenuto con politiche concrete. Difendere le edicole significa difendere un pezzo di città viva, fatta di relazioni, informazione e lavoro vero, che comincia quando molti altri dormono ancora. E come per tutte le attività, se vogliamo che restino aperte e presenti nei quartieri, dobbiamo riconoscerne il valore e sostenerle ogni giorno, continuando a essere clienti attivi, anche in un’epoca in cui il digitale ci spingerebbe altrove, ma invece si dovrebbe apprezzare di più quello che rischiamo di perdere per sempre».

Tra le richieste rivolte ai Comuni del territorio propone l’introduzione di agevolazioni sull’IMU o occupazioni del suolo pubblico e altri tributi locali, per alleggerire i costi fissi che gravano sulle attività. Non solo. L’associazione invita le amministrazioni a valutare con favore eventuali richieste di ampliamento degli spazi su suolo pubblico, consentendo alle edicole di integrare l’offerta con nuovi servizi o prodotti e migliorare così la sostenibilità dell’impresa.

«Serve un cambio di passo – conclude la presidente –. Senza interventi mirati rischiamo di perdere definitivamente un pezzo importante della vita dei nostri quartieri. Al contrario, sostenere le Edicole significa investire nella coesione sociale e nella qualità della vita urbana. Siamo disponibili al confronto con le amministrazioni locali per individuare soluzioni condivise e costruire un piano di rilancio concreto per il settore, e alla clientela chiediamo di venirci a ritrovare».

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