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Fiepet Confesercenti Arezzo, Omicron e ristorazione: la preoccupazione del settore

Il Presidente Ghelli: “Ci troviamo con i locali vuoti. Proprio così, il 2022 non è iniziato a dire il vero in maniera tanto brillante. Dopo le disdette del periodo natalizio ci siamo trovati i primi giorni dell’anno quasi vuoti”

Incertezza nel futuro e preoccupazione tra disdette, crescenti adempimenti, mancati incassi e assenza di agevolazioni economiche. Sono questi i sentimenti che in queste ore stanno segnando la categoria dei pubblici esercizi e della ristorazione.

È Cesare Ghelli, presidente provinciale della Fiepet, la Federazione italiana degli esercenti pubblici e turistici, di Confesercenti Arezzo a fare il punto sulla situazione alla luce del crescente numero di contagi causati dalla variante Omicron. Un punto di vista quello di Ghelli, analizzato dall’osservatorio del ristorante La Vite di Soci di cui è titolare e dal confronto avuto con i colleghi del settore della ristorazione. “Dicembre 2021” commenta Cesare Ghelli “è stato sicuramente uno dei mesi complicati di questa pandemia. Abbiamo lavorato in mezzo a tanta incertezza, confusione, ansie e disdette che hanno portato da parte del nostro settore sacrifici, mancati incassi e sprechi economici”.

“La Toscana” aggiunge il presidente della Fiepet “mi pare che ancora una volta si sia trovata all’improvviso piena di casi più di molte altre regioni. Per fortuna gli ospedali hanno, almeno per il momento, retto l’urto. Ora però ci aspettano lunghi mesi, freddi – in tutti i sensi – e senza festività su cui far affidamento per qualche incasso in più”.

Le scuole riapriranno? Ci ritroveremo ancora sommersi da centinaia di casi? È l’incertezza di quello che ancora potrà accadere a seminare ulteriori dubbi e preoccupazioni sul futuro. “Tutto ciò mette timore agli addetti ai lavori del settore della ristorazione” spiega Cesare Ghelli “considerando che, dopo due anni di emergenza, non sono stati previsti aiuti agli esercenti che si trovano a dover chiudere per quarantena preventiva o per Covid. In pratica in questi casi non ci sono indennità, per le spese sostenute per affitti, bollette o personale. Se ci ammalassimo o dovessimo stare a casa, perché contatti stretti di un positivo, non sono previste nessun genere di agevolazioni”.

All’assenza di sostegni si aggiunge invece il crescente impegno per gli adempimenti. “Il green pass prima e quello rinforzato dopo” prosegue il presidente Fiepet “doveva essere una misura provvisoria inizialmente fino al 31 dicembre ed ora è stata protratto fino al 31 marzo.

Personalmente, ritengo che scaricare sui commercianti l’onere dei controlli e dover in taluni casi mandar via i clienti non è certo per noi di gran soddisfazione. Per chi ha rispettato la regola è costato tempo e quindi denaro, oltre all’acidità di stomaco”.

Adesso cosa sta accadendo in queste ultime ore? “Ci troviamo con i locali vuoti. Proprio così” chiosa Ghelli “il 2022 non è iniziato a dire il vero in maniera tanto brillante. Dopo le disdette del periodo natalizio ci siamo trovati i primi giorni dell’anno quasi vuoti.

Pochissimi turisti e la gente del posto timorosa di entrare in un ristorante. Tutto ciò preoccupa e non poco”.

 

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