FISMO Parma: “I saldi a gennaio non reggono più. Serve una riforma vera, non piccoli ritocchi”

FISMO Parma: “I saldi a gennaio non reggono più"

Fare i saldi a gennaio oggi non ha più senso. È una scelta scollegata dalla realtà del mercato e penalizza soprattutto i negozi di prossimità”. È netta la posizione di FISMO – Federazione Italiana Settore Moda di Confesercenti Parma, che chiede un cambio di rotta deciso nella disciplina delle vendite di fine stagione. Il calendario attuale, che per il 2026 vede Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto e Toscana allineate sulla data del 3 gennaio, non risponde più alle esigenze reali delle imprese. Pur a fronte di un coordinamento regionale, il sistema si scontra con un mercato profondamente mutato e con una distorsione evidente: un lungo periodo di blocco promozionale che colpisce esclusivamente i negozi fisici, mentre le grandi piattaforme online continuano a operare senza vincoli temporali o territoriali.

Queste regole sono nate in un’altra epoca e non sono più attuali. Oggi gli acquisti sono destagionalizzati, i consumi sono cambiati e le strutture commerciali evolute” dichiara Cinzia Carboni, presidente FISMO Confesercenti Parma. “Oggi, anche a Parma, ci troviamo costretti a scontare cappotti e piumini proprio quando il freddo arriva e la domanda è più alta, oppure a svendere costumi da bagno in piena estate con temperature elevate. Il risultato è una svalutazione del prodotto, margini sempre più ridotti e un vantaggio competitivo enorme per l’e-commerce, che non è soggetto alle stesse regole. Inoltre, i saldi così come sono stati concepiti anni fa sono stati superati da azioni promozionali presenti tutto l’anno come il Black Friday per esempio”.

Una situazione che non riguarda solo il settore moda, ma che ha effetti diretti sulla tenuta economica delle imprese, sull’occupazione e sulla vitalità dei centri storici, sempre più esposti al rischio di desertificazione commerciale. Per questo FISMO Confesercenti Parma chiede una riforma strutturale che tenga conto della stagionalità reale, restituisca valore allo sconto e garantisca condizioni di concorrenza eque tra commercio fisico e digitale.

Non è più sufficiente discutere di qualche giorno in più o in meno” conclude Carboni. «Serve un cambio di paradigma che rimetta al centro il lavoro dei piccoli negozi di vicinato, la qualità del prodotto e la sostenibilità economica delle imprese. FISMO Confesercenti Parma è pronta a collaborare con le istituzioni regionali e nazionali per costruire una nuova disciplina dei saldi capace di sostenere un settore che rappresenta un pilastro del Made in Italy”.

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