Guide turistiche: un nostro patrimonio oggi a rischio

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Vengono etichettate come “quelle con l’ombrellino” e spesso confuse da chi le incontra con accompagnatori, guide straniere o semplici cultori del posto, che accompagnano turisti ignari della profonda differenza esistente tra un professionista e non.  

Ma sono molto di più, proviamo a fare un po’ di chiarezza.

Una guida turistica in Italia, deve conoscere a fondo la storia dell’arte, dalla preistoria all’epoca moderna, in modo da poter divulgare concetti complessi ad un pubblico molto variegato, deve essere in grado di adattare le spiegazioni secondo il target che si trova di fronte, tenendo conto delle varie esigenze: studenti, anziani, esperti, pellegrini o storici dell’arte.

Deve sapere bilanciare in maniera sapiente il contenuto delle spiegazioni, la loro durata, tenere conto del caldo e del freddo atmosferico, se ci sono eventi in città, scioperi, manifestazioni che potrebbero interferire nella visita del gruppo.

Tenere sempre ben presente che il pubblico è in vacanza o in gita, quindi deve saper anche coinvolgere ed entusiasmare il gruppo, creando un  ricordo piacevole della città e possibilmente un invito a tornare.

Tutto ciò richiede qualità, formazione e valore umano, insomma un ruolo poliedrico che una brava guida svolge, rappresentando la prima accoglienza in città. Può quindi illustrare anche gli aspetti economici del luogo, i prodotti tipici di cui poi il turista potrà fruire, generando un notevole indotto economico.

Insomma una guida turistica abilitata è un patrimonio turistico della città e del territorio che purtroppo oggi non viene utilizzato nel modo corretto, anzi.

La professione di Guida Turistica Abilitata oggi è a rischio, per due motivi: da una parte ci sono le guide straniere che, sì, hanno (o dovrebbero presumibilmente avere) una abilitazione nel loro paese, e quindi sono autorizzate, ma vengono scelte dai Tour operator europei, per una  convenienza economica, poiché con un’unica persona ricoprono due ruoli (accompagnatore e guida) ed in più creano un danno all’erario perché non versano tasse in Italia (che invece le nostre guide versano regolarmente). Dall’altra ci sono gli abusivi veri e propri, persone di diversa estrazione, associazioni varie che organizzano visite guidate non autorizzate, accompagnatori non meglio riconosciuti che divulgano informazioni parziali, se non errate, non valorizzano il territorio e i prodotti tipici o le attività economiche presenti, non trasmettono le vaste possibilità di esplorazione del Padovano, spesso perchè non le conoscono affatto.

Tutti questo comparto porta ad un giro d’affari illegale, nella nostra provincia, che si aggira sui 180 mila euro l’anno.

La professione di Guida Turistica, è un patrimonio per la nostra città e la nostra provincia, dobbiamo tutelarlo.      

 

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