Le nostre ragioni, le nostre proposte

Le imprese scendono in piazza per ripartire. Ecco come

Un credito sempre più scarso, un fisco sempre più esoso. Ma anche tariffe locali fuori controllo, sempre più care e a cui corrispondono servizi inadeguati, e una burocrazia elefantiaca che schiaccia imprese e cittadini. Il mondo dell’impresa diffusa, dell’artigianato e del terziario di mercato non ce la fa più, stremato non solo dalla lunga crisi economica ma anche da condizioni di contesto che comprimono le potenzialità del tessuto produttivo, portando alla chiusura di 1000 imprese al giorno, di cui 3 su 4 sono imprese individuali.  

Eccone alcune:

  • Pressione fiscale a livelli record: 54% sul PIL dichiarato
  • Il credito alle PMI è in calo dal 2011
  • La burocrazia pesa su ogni impresa per 7.091 euro l’anno
  • Gli adempimenti fiscali bruciano 34 giorni lavorativi l’anno
  • Finanziamenti bancari alle imprese in calo da 24 mesi consecutivi
  • In un anno prestiti bancari alle imprese italiane diminuiti di 60,2 miliardi
  • Italia 65° Paese al mondo nella classifica sulla facilità di fare impresa

Gli imprenditori saranno in piazza a testimoniare che dal futuro delle loro aziende dipende il Paese, e che se non verranno risolti questi nodi l’Italia non potrà ripartire. Allo stesso tempo vogliamo sottoporre all’attenzione della politica alcune proposte attuabili rapidamente, che possono ripristinare un clima positivo e di maggiore fiducia nel futuro. Il documento contenente le nostre analisi e nostre proposte è disponibile online presso questo link 

 

 

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