Manifesto di Assisi, l’intervento della Presidente De Luise

“Ora tocca a noi rendere ai nostri figli e nipoti un Paese migliore in un mondo con meno disuguaglianze, meno incuria ed ingiustizia”

Confesercenti sottoscrive ad Assisi il manifesto per un’economia a misura d’uomo e contro la crisi climatica. 

Queste le parole della Presidente nazionale dell’Associazione Patrizia De Luise, da gennaio anche Presidente di turno di Rete Imprese Italia, presente al Sacro Convento di San Francesco di Assisi per portare la testimonianza delle piccole e medie imprese

C’è un dovere di cui ognuno di noi, a prescindere dal ruolo che abbiamo, a prescindere dalle convinzioni politiche o religiose, deve farsi carico. Come donne, come uomini, come persone. Tutela dell’ambiente, lotta agli sprechi ed equità sociale. Sono grandi temi che travalicano i perimetri delle nostre abitazioni, i confini delle nostre città e che condividiamo con il mondo intero. Temi universali che spesso si è portati a considerare talmente grandi da non rientrare nella sfera diretta della nostra azione. Tanto grandi che solo i Grandi del mondo se ne dovrebbero occupare.

Non può e non deve essere così. Ed è per questo che oggi voglio dare significato alla mia partecipazione. È dall’impegno singolo, con l’azione,  l’esempio anche più umile e semplice che si può e si deve cambiare in meglio il mondo. Greta Thumberg ne è la raffigurazione più facile ed immediata. 

Per me e per molti dei presenti l’impegno non può che essere duplice. Ho l’onore, l’onere e l’orgoglio di rappresentare come Presidente pro tempore di Rete Impresa Italia e come Presidente di Confesercenti, centinaia di migliaia di imprese. Di cui tantissime piccole imprese. Imprese che per struttura, organizzazione, cultura hanno un DNA Green. Imprese che vivono in simbiosi con la città. Danno vita, danno luce, non consumano suolo sono vicine alla gente. Come alberi, danno ossigeno e qualità alla nostra vita quotidiana. Imprese che danno l’impulso ed alimentano una economia a misura di uomo consapevoli che la risoluzione dei grandi problemi dell’umanità ha la priorità rispetto alle esigenze delle singole imprese. Imprese che operano nelle città.  Imprenditori che nelle città in cui operano, vivono.  Città , le nostre, che nel corso degli ultimi anni si sono radicalmente trasformate.   Si è costruito senza recuperare.  Sempre meno negozi .  Sempre meno sicurezza.   Meno punti di aggregazione.  Città più povere!

Il mondo dell’economia, di chi la rappresenta, deve sempre più ragionare e vedere con il grand’angolo. Se il clima impazzisce, se le imprese e gli uomini inquinano, se la qualità dell’aria rende le nostre giornate invivibili la colpa è la nostra. Se ogni giorno permettiamo che vada distrutto parte del nostro patrimonio naturalistico, la colpa è nostra. Se permettiamo che il terreno frani e distrugga città e imprese, la colpa è nostra. Se non fermiamo l’impazzimento climatico, non ci sarà futuro né per le nostre imprese, né per noi.

Un impegno civile che ci deve portare ad una società e ad un ambiente migliore. Lotta agli sprechi, tutela del territorio, redistribuzione della ricchezza. Non sprecare ed educare al rispetto dell’ambiente e valorizzare ciò che più ci aiuta a mantenere e sviluppare imprese ed occupazione GREEN. Deve essere il nostro must. Il nostro obiettivo primario, non disperdere, ma utilizzare al meglio le risorse che l’Europa ha messo a disposizione. Investimenti finalizzati , a cui ogni impresa deve sapersi orientare, inserendo anche mezzi endogeni. Vivere, pensare e lavorare Green è un dovere per gli imprenditori. Una società e un mondo dove ci si rispetta, ci si aiuta, non si distrugge, ma si tutela, non si brucia ricchezza, ma la si redistribuisce. Dove non si pensa al nostro oggi, ma al domani dei nostri figli e dei nostri nipoti.

I nostri genitori ci hanno permesso di vivere in un Paese migliore rispetto a come lo hanno potuto vivere loro. Ora tocca a noi rendere ai nostri figli e nipoti un Paese migliore in un mondo con meno disuguaglianze, meno incuria ed ingiustizia”.

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