Occupazione: dati Inps ribadiscono gap Nord-Sud

Vivoli: il Meridione, con le sue potenzialità, potrebbe  essere volano per la ripresa, ma occorrono interventi decisivi.

VIVOLII dati diffusi oggi dall’Inps evidenziano un dato certamente positivo con un andamento delle assunzioni a tempo indeterminato che, nei primi 10 mesi dell’anno, ha fatto registrare un  incremento di oltre 415 mila posti di lavoro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La nota dolente è rappresentata invece dalla distribuzione dei nuovi contratti a livello territoriale che, di fatto, confermano il gap esistente tra Nord e Sud, ma anche tra meridione e Centro-Italia.  A fronte, infatti, di un incremento di nuove assunzioni che a livello nazionale sfiora il 30%, esiste un dislivello ancora decisamente significativo tra il dato percentuale delle regioni del nord (la media supera il 40 per cento di nuove assunzioni) e quello del Sud e delle Isole che mediamente fanno registrare un aumento del 12 per cento circa.  La differenza diventa ancora più evidente mettendo a confronto alcune regioni del Nord, come Piemonte (+52%), Veneto (+45%)  e Lombardia (+35%) e del Centro, come Umbria (+56%),  Lazio (+38%) e Toscana (+35%), con  regioni del Sud ed  isole, come Puglia (+11%), Calabria (+12%), Sicilia (+4%).

“Ancora una volta – commenta il presidente di Confesercenti, Massimo Vivoli – ci troviamo di fronte a differenze enormi che da sempre caratterizzano la situazione economica delle regioni del Centro-Nord, rispetto a quelle meridionali. Un gap ormai noto e che  ha penalizzato e penalizza una parte con enormi potenzialità che se messe in condizione di essere espresse potrebbero rappresentare un volano potentissimo per il rilancio dell’economia nazionale. Al Sud  – continua Vivoli – è concentrato il 23%  del totale delle imprese,  soprattutto di piccole e medie dimensioni, che faticano ad alzare la testa proprio per le differenze con il resto del Paese. Sto parlando, oltre che di occupazione, di accesso al credito e  di infrastrutture,  solo per citarne alcune. I dati diffusi dall’Inps – conclude il presidente di Confesercenti – ci costringono, ancora una volta, a chiedere al Governo interventi decisi e decisivi per consentire al Sud d’Italia di fare la sua parte nella ripresa economica appena avviata”.

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