Pil primo trimestre, Confesercenti: “Certificata uscita dalla recessione ma la crescita resta una scommessa impegnativa”

Commercio ancora in difficoltà, nei primi 4 mesi chiusi quasi 20mila negozi. Saldo negativo di oltre 10mila imprese. E la desertificazione avanza più velocemente in Provincia


I dati Istat sul Pil certificano l’uscita dalla recessione ed è decisamente una buona notizia, ma la crescita resta una scommessa impegnativa come dimostra il fatto che per ora nel 2015 la variazione acquisita è un debole 0,2%. Pil positivo, dunque, ma anche Pil lumaca rispetto ai Paesi dell’eurozona, alcuni dei quali registrano performance decisamente migliori. Per Confesercenti siamo sulla buona strada ma occorre accelerare le misure che diano respiro alla domanda interna per rivitalizzare consumi e per ridare forza alla gran parte delle imprese che producono e lavorano per il mercato interno. I dati sull’inflazione – che in Aprile è di nuovo sotto lo zero – e sul commercio sono del resto significativi: tra gennaio ed aprile hanno abbassato la serranda circa 162 attività al giorno, per un totale di 19.550 negozi chiusi. Le nuove aperture sono state invece 8.896, per un saldo finale negativo di 10.654 imprese. Un dato purtroppo sostanzialmente in linea con il saldo del primo quadrimestre dello scorso anno (-10.945 imprese)

Flussi di iscrizioni e cessazioni nel commercio al dettaglio in sede fissa nel primo quadrimestre, confronto 2015-2014-2013

Periodo Iscrizioni Cessazioni Saldo Stock di imprese
I quadrimestre 2015 8.896 19.550 -10.654 641.445
I quadrimestre 2014 9.352 20.297 -10.945 648.550
I quadrimestre 2013 8.006 20.756 -12.750 653.624

Fonte: dati Osservatorio Confesercenti

“E’ necessario metter mano rapidamente a misure che riducano la pressione fiscale”, commenta Massimo Vivoli, Presidente di Confesercenti, “invertendo tangibilmente la tendenza di questi anni su Iva, Irpef e addizionali. Occorre altresì restituire potere d’acquisto ai redditi medio bassi ed in questo senso sarebbe importante intervenire, sia pur gradualmente sulle pensioni. Da sciogliere ancora il nodo del credito: nonostante gli interventi, i prestiti alle imprese continuano a diminuire. Bisogna agire con più forza per mettere in condizione le Banche ed i Confidi di lavorare meglio e con meno vincoli, o continuerà l’emorragia di imprese, soprattutto quelle senza dipendenti, che in Italia garantiscono quasi 6 milioni di posti di lavoro. Per questo chiediamo la creazione di un Testo Unico del Lavoro Indipendente, che preveda – fra gli interventi più urgenti  – tassazione e contribuzione agevolata per i primi tre anni di attività delle nuove imprese, formazione continua per gli imprenditori, tutele del reddito in caso di inattività temporanea o di cessazione di attività per crisi di mercato, e un particolare sostegno dell’imprenditoria giovanile e femminile, necessario per favorire l’avvio di attività in proprio da parte di lavoratori dipendenti espulsi dal mercato del lavoro”.

 

Commercio, aperture e chiusure per territorio e per comparto

A livello territoriale, la regione che mostra la diminuzione più accentuata, a livello percentuale, è la Sicilia  (-2,6%, -1.238 negozi), mentre il maggior numero assoluto di chiusure è in Campania (-1.337). La desertificazione delle attività commerciali è forte soprattutto nella Provincia, dove le imprese registrate diminuiscono più velocemente (-1,1%) che nei comuni delle città capoluogo (-0,8%).

 

Commercio al dettaglio in sede fissa, iscrizioni e cessazioni nel I quadrimestre 2015 per regione

 Regione

Iscrizioni

Cessazioni

Saldo

Var. % su I quad. 2014

PIEMONTE

577

1.337

-760

-1,8

VALLE D’AOSTA/VALLÉE D’AOSTE

16

39

-23

-1,8

LOMBARDIA

1.081

2.154

-1.073

-0,7

TRENTINO-ALTO ADIGE/SÜDTIROL

88

168

-80

0,1

VENETO

572

1.146

-574

-0,3

FRIULI-VENEZIA GIULIA

121

315

-194

-1,2

LIGURIA

310

671

-361

-1,2

EMILIA-ROMAGNA

575

1.192

-617

-0,9

TOSCANA

529

1.228

-699

-0,9

UMBRIA

106

272

-166

-0,2

MARCHE

174

469

-295

-1,0

LAZIO

806

1.991

-1.185

-0,6

ABRUZZO

197

534

-337

-1,0

MOLISE

47

107

-60

-1,0

CAMPANIA

1.324

2.701

-1.377

-1,1

PUGLIA

891

1.698

-807

-1,1

BASILICATA

98

262

-164

-2,2

CALABRIA

435

748

-313

-0,2

SICILIA

735

1.973

-1.238

-2,9

SARDEGNA

214

545

-331

-1,0

Totale ITALIA

8.896

19.550

-10.654

-1,1

Fonte: dati Osservatorio Confesercenti

Quasi tutti i comparti mostrano difficoltà: particolarmente sofferente il settore moda, dove si registrano più di due chiusure ogni apertura: tra gennaio ed aprile le cessazioni  di imprese attive nel commercio di abbigliamento sono state 4.633 e le iscrizioni appena 1.980. Non riescono a ripartire nemmeno i negozi specializzati in carne (-402) e ortofrutta (-236 imprese). La crisi, invece, sembra quasi aver giovato al commercio ambulante, l’unico comparto a registrare una variazione positiva: nei primi  quattro mesi del 2015  sono nate quasi 42 imprese al giorno, per un totale che sfiora le cinquemila unità e che porta ad un saldo finale positivo di 880. In lieve crescita anche il numero di negozi online (+44)

Flussi di iscrizioni e cessazioni nel commercio al dettaglio in sede fissa nel primo quadrimestre, confronto comparti

Comparto Iscrizioni Cessazioni Saldo Stock di imprese
Abbigliamento, tessili e accessori 1.980 4.633 -2.653 129.085
Dettaglio carni 333 735 -402 29.492
Dettaglio 461 697 -236 653.624
Articoli da regalo, per fumatori, svapo 82 422 -340 8.002
Carburanti 120 672 -552 20.143
Giornali, riviste, periodici 240 524 -284 17.327

Fonte: dati Osservatorio Confesercenti

Flussi di iscrizioni e cessazioni nel commercio al dettaglio in sede fissa nel primo quadrimestre, confronto 2015-2014-2013

Settore Iscrizioni Cessazioni Saldo Stock di imprese
Commercio Ambulante 4.978 4.098 880 189.343
Commercio via internet 983 939 44 13.752
Intermediari commerciali 5.778 8.734 -2.956 237.344

Fonte: dati Osservatorio Confesercenti

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