Riforma P.A., stretta da ‘furbetti’ a partecipate

Rete Imprese Italia: viva preoccupazione per il futuro delle Camere di Commercio

 

La rivoluzione della P.A. taglia il suo primo vero traguardo:  nel Consiglio dei ministri è previsto l’esame preliminare di 11 decreti attuativi della delega Madia, dalla stretta sui fannulloni al taglio delle partecipate, con tutta la gestione degli esuberi che ne consegue e il controllo sulla razionalizzazione affidato a un ufficio del ministero dell’Economia. Alla vigilia del Cdm non sono mancate novità, come il rinvio del provvedimento sulle Camere di Commercio e l’entrata della nuova Scia contro i blocchi burocratici che ostacolano cittadini e imprese.

Rete Imprese Italia: viva preoccupazione per il futuro delle Camere di Commercio

Rete Imprese Italia esprime la più viva preoccupazione per il futuro delle Camere di Commercio e  invita il Governo a valutare con attenzione la necessaria riforma che sta per trovare attuazione nei decreti del Ministro Madia.

Le Camere, governate attraverso forme di democrazia economica, devono essere strumento per la promozione e lo sviluppo delle economie locali, delle loro comunità di imprese che necessitano di sostegno per l’accesso al credito, per la creazione di reti, per l’internazionalizzazione. Proprio per queste funzioni insostituibili, organismi come le Camere di commercio italiane esistono in tutti i Paesi OCSE e in tutta l’Unione Europea.

Le Camere di Commercio non devono essere ridotte alla mera funzione, pur indispensabile, di soggetti con compiti anagrafico-certificativi. Le Camere si possono e si devono riformare con l’obiettivo di dare maggiore efficienza alla loro attività e risposte utili alle necessità delle imprese del territorio.

Ecco le principali misure:

– Furbetti via entro 48 ore, responsabilità per dirigenti. Il dipendente pubblico che viene colto in flagranza a falsificare la sua presenza in servizio, come chi striscia il badge e poi esce, verrà punto entro 48 ore con la sospensione dall’incarico e dalla retribuzione. Se l’illecito non verrà denunciato il dirigente rischia pesanti sanzioni, fino al licenziamento (oggi al massimo c’è la sospensione). Tornando ai ‘furbetti’ il decreto (pochi articoli) prevede un’iter accelerato per l’espulsione: entro un mese il procedimento per il licenziamento dovrà chiudersi (ora dura anche 120 giorni).

– Partecipate, ufficio monitoraggio tagli al Mef. Le amministrazioni devono fare una ricognizione delle partecipazioni e, passato un anno, devono eliminare quelle non strettamente necessarie o con più amministratori che dipendenti. A proposito se la guida spetterà a un amministratore unico o a un cda (massimo 5 membri) lo si dovrebbe stabilire per decreto, quindi, così si apprende, la scelta non sarà più nelle mani della società stessa. E ancora, si dovrà fare piazza pulita delle imprese con fatturato sotto il milione. Arriva anche una disciplina completa sulla crisi d’impresa. A vigilare sui tagli sarà posto un Organo ad hoc presso il Mef.

– Stretta su manager, mobilità per dipendenti. il testo sulle partecipate rinvia a un decreto per fissare nuovi massimi nelle retribuzioni dei dirigenti, escludendo buone uscite e premi in presenza performance negative. Non solo, nelle società partecipate da enti locali potrebbe essere possibile la revoca. Quanto ai dipendenti, se la scure dovesse comportare esuberi è prevista la mobilità, tanto che c’è il blocco delle assunzioni, con un meccanismo per incrociare posti liberi ed eccedenze.

– Addio forestale, in 7 mila passano a Carabinieri. Il Corpo forestale dello Stato verrà assorbito nell’Arma dei carabinieri. Il passaggio riguarda funzioni e personale, ad eccezione delle competenze anti-incendio, da attribuire al Corpo nazionale dei vigili del fuoco. I forestali chiamati al passaggio sono circa 7mila, con piccoli contingenti riservati ai Vigili del fuoco, alla Polizia e alla Guardia di finanza. Ci vorrà potrà anche fare richiesta passare alla P.A. in senso lato.

– Riordino funzioni polizia. 112 numero unico emergenze. Nel decreto sulla forestale è stata inserita anche la razionalizzazione delle funzioni di tutte le forze di polizia, con l’assegnazione a ciascuna di aree di specializzazione. Anche dal punto di vista territoriale, c’è una divisione delle competenze: per cui la polizia vigilerà sulle grandi aree mentre ai carabinieri è affidato il resto. Un articolo è riservato al numero unico per le emergenze, il 112. Il pacchetto include anche un decreto sulle autorità portuali (giù da 24 a 15).

– Maglie più strette per selezione dirigenti Asl. Un provvedimento limiterà la discrezionalità nelle nomine dei manager delle Asl. Le Regioni ‘pescheranno’ i dg non solo basandosi sulla rosa di candidati ricavata dall’elenco nazionale attraverso la commissione ad hoc, ma la selezione avverrà tra coloro che hanno aderito al bando, previo avviso della Regione, esprimendo il loro interesse per la postazione in palio. Stretta controllo sull’operata con possibile decadenza dal ruolo nel caso di mancato raggiungimento degli obiettivi.

– Servizi pubblici locali, arrivano distretti. Un altro decreto disciplinerà la fusione delle spa locali che si occupano di servizi pubblici, dall’acqua ai rifiuti. Si prevede l’aggregazione, incentivata, su base territoriale, con la creazione di ‘distretti’. A disegnare gli ‘hub’ saranno le Regioni e se non provvederanno sarà il Cdm a intervenire. Giro di vite sul regime delle esclusive. D’altra parte l’obiettivo del Governo è passare da 8 mila a mille società pubbliche.

– Sblocca-burocrazia, tempi dimezzati per grandi opere. Arriva il restyling della Conferenza dei servizi: le riunioni diventano telematiche, scatta il silenzio-assenso, massimo 60 giorni per le decisioni, ci sarà un rappresentante unico per ogni livello di governo. Contro la burocrazia c’è anche il regolamento che taglia i tempi: 50% in meno per opere pubbliche, insediamenti produttivi e attività imprenditoriali rilevanti. Il dimezzamento riguarda diverse pratiche che oggi hanno termini fissati tra i 30 e i 180 giorni (si dovrebbe passare a 15-90). Anche il ‘Codice delle procedure’ ha l’obiettivo di semplificare la vita di cittadini e imprese, mettendo nero su bianco quali sono le pratiche da sbrigare.

– Cittadinanza digitale, lancio pin unico. Ogni cittadino avrà il proprio ‘domicilio digitale’, ovvero un recapito elettronico. E’ una delle principali novità del nuovo Codice dell’amministrazione digitale. Tra i punti salienti il rafforzamento dei pagamenti elettronici (si potranno usare le prepagate telefoniche) e il lancio del Pin unico. C’è poi il potenziamento dei sistemi di sicurezza sul digitale.

– Trasparenza, al via Freedom of Information Act italiano. Internet avrà un ruolo nel decreto che riscrive il provvedimento Severino sulla trasparenza. Ci sarà una semplificazione degli oneri burocratici. Soprattutto sarà ‘liberalizzato’ il diritto di accesso agli archivi pubblici (il Freedom of information act), con il cittadino che avrà diritto a ricevere i dati richiesti senza obbligo di motivazione entro 30 giorni, altrimenti scattano le sanzioni dell’Anac.

 

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