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Sicilia: Fismo, la situazione economica scoraggia gli acquisti e il 10% dei negozi di abbigliamento è a rischio chiusura

Musumeci: A fare da cartina di tornasole i negozi di abbigliamento per bambini, in crisi anch’essi

“Quando ad essere in crisi sono i negozi di abbigliamento per bambini, vuol dire che il settore moda è davvero al lumicino”. A dirlo Francesco Musumeci, Presidente Fismo Confesercenti Catania che sottolinea: “L’andamento delle vendite degli esercizi di vestiario per bambini, in genere, non conoscono flessione perché il guardaroba dei piccoli va rinnovato ogni anno. E, normalmente, a settembre questo tipo di esercizi rilevano, con l’avvio dell’anno scolastico, un forte rialzo delle vendite: questo 2022, invece, è contrassegnato da una calma piatta, segno che le famiglie sono soffocate dal caro vita”.

“Ciò unito agli aumenti delle bollette elettriche che stanno arrivando ai commercianti – continua il Presidente della Federazione Moda Confesercenti Catania – i cui importi erano già elevati, tra illuminazione dei negozi e delle vetrine, condizionatori e telecamere antitaccheggio, stanno determinando una crisi pesante per il nostro comparto”.

“Non mi stupirei – conclude Musumeci – se un 10% dei negozi di abbigliamento Siciliani chiudesse definitivamente i battenti entro fine anno. Per limitare i danni alcuni colleghi stanno tagliando le ore del personale, ma questa è la soluzione peggiore per lavoratori e imprese. Per questo chiediamo, al più presto, interventi sulle tariffe che le riporti ai livelli medi del 2021. In caso contrario, i negozi si troveranno a breve nell’impossibilità di mantenere attività e occupazione”.

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