Spilamberto, gli operatori ambulanti ad un anno dal trasferimento

Mercato dispersivo e dall’accessibilità limitata. Offerta poco valorizzata: manca percorso acquisti. ANVA-Confesercenti e FIVA-Confcommercio: “Problemi sollevati con la precedente Amministrazione prima del suo spostamento. Ora occorrono azioni di promozione”

“Che il trasferimento del mercato settimanale fosse operazione dalle non poche criticità, l’avevamo manifestato a tempo debito alla precedente Amministrazione comunale, che invece preferì andare avanti per la propria strada. Oggi ad oltre un anno di distanza quei problemi, sollevati allora, sono la questione principale a cui porre rimedio. Pena, il rischio per Spilamberto di un mercato ‘svuotato’: con ambulanti disseminati in un area troppo vasta, scarsa accessibilità ed acquirenti in diminuzione”. Si sono rivolte con queste parole ANVA-Confesercenti e FIVA-Confcommercio nei giorni scorsi alla nuova giunta comunale, col deliberato obiettivo di trovare soluzione al problema. Per conto del sindaco piena disponibilità a collaborare, “Ma per ora siamo fermi alle parole, oltre al diniego di tornare alla precedente collocazione”, dicono ANVA e FIVA.

Le Associazioni hanno portato al primo cittadino gli esiti di un questionario posto agli operatori ambulanti, per raccogliere i loro pareri ed opinioni a proposito nel nuovo mercato settimanale. Da quanto emerso, il problema principale del mercato di Spilamberto è la sua dispersività oltre che frammentarietà. Elementi per altro che le Associazioni avevano sollevato a tempo debito, ma sui quali non c’è stato abbastanza condivisione e ascolto. “Il problema della dispersione – spiegano ANVA e FIVA – riguarda sia l’estensione del mercato, sia la mancanza di un percorso che permetta di facilitare gli acquisti e di valorizzare l’offerta complessiva”. Ma non è che un aspetto, al quale si affianca: l’accessibilità, ovverosia la facilità con cui un potenziale fruitore del mercato accede allo stesso: dai pochi parcheggi a sosta oraria insufficiente alle esigenze della clientela, passando per la necessità di rallentare il traffico in alcuni punti, Via Rimembranze in primis. E poi l’offerta merceologica: troppi i posteggi ancora da assegnare in modo definitivo, una lacuna che lo strumento della spunta non riesce a compensare adeguatamente, se poi si tratta di posteggi dedicati al settore alimentare, ancora peggio.

Guardando alle vendite, la crisi morde an che a Spilamberto: il 45% degli operatori rileva un peggioramento degli affari, che restano invariati per il 23% invariate e solo un 7% registra lievi miglioramenti. Vendita ed offerta merceologica pongono anche il problema della promozione: la quasi totalità degli ambulanti (69 su 71) sostiene che occorra trovare forme di valorizzazione concrete e di rilancio per il mercato. Tema questo caro anche al commercio in sede fissa dato che ne hanno tratto sempre benefici dal punto di vista degli affari

“Non vogliamo limitarci solamente a segnalare ‘ciò che non va’. Vogliamo anzitutto essere propositivi – sostengono ANVA e FIVA – In primo luogo la necessità di concertazione: più ascolto e più collaborazione per decidere insieme con maggior consapevolezza ciò che può o meno essere giusto per il mercato settimanale; quindi e questo lo suggeriscono gli operatori, nuove merceologie, miglioramento della viabilità, delle aree di sosta, puntare sull’innovazione. C’è poi l’esigenza di una riduzione delle spese: oltre al plateatico, quelle relative alla tassa sui rifiuti, specialmente per ortofrutta e alimentari. Quindi la promozione: sarà importante trovare il modo di vendere il mercato; come punto si di acquisto ma anche di incontro e aggregazione. Si provveda ad investire dunque sul mercato settimanale; gli operatori la loro parte la stanno già facendo”, concludono le due Associazioni.

 

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