Statali, la Consulta: “illegittimo il blocco dei contratti”

Sentenza non avrà effetti retroattivi, evitata bomba da 35 miliardi sui conti pubblici

Il blocco dei contratti e degli stipendi della pubblica amministrazione è ‘illegittimo perché lede la libertà sindacale’. La Consulta boccia il congelamento degli stipendi degli statali, ma salva i conti pubblici. La sentenza porterà alla riapertura delle negoziazioni  per il rinnovo dei contratti, ma non avrà alcun effetto retroattivo. Si evita così la necessità di saldare ai dipendenti i il  pregresso relativo al periodo 2010-2015, valutato dall’Avvocatura di Stato in circa 35 miliardi di euro. Questo non vuol dire che la sentenza non avrà impatto sui conti: secondo fonti giornalistiche, il costo del rinnovo contrattuale potrebbe arrivare a 5 miliardi l’anno. Rimane inoltre l’incognita sugli eventuali effetti della decisione della Corte sul 2015.

il ricorso contro il blocco dei contratti era stato presentato dal sindacato Confsal-Unsa e qualora accolto in pieno avrebbe comportato un esborso per lo Stato di almeno 35 miliardi per la vacanza tra il 2010 e il 2015, con un effetto strutturale di 13 miliardi annui a partire dal 2016, secondo una memoria presentata dall’Avvocatura dello Stato che aveva difeso il governo davanti ai giudici costituzionali. Il blocco del rinnovo dei contratti per i lavoratori del pubblico impiego è stato inserito da vari governi in decreti per il risanamento dei conti pubblici a partire dal 2009. E ora i sindacati chiedono “l’apertura immediata di un tavolo di contrattazione per arrivare al rinnovo del contratto subito”. In merito alla sentenza della Consulta, i segretari generali di Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Uil-Pa, Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Nicola Turco, rilanciano: “Il governo non ha più alcun alibi, l’alta corte si è espressa giudicando illegittimo il protrarsi del blocco della contrattazione. Per questo vogliamo che il governo avvii subito il confronto per arrivare presto al rinnovo dei contratti nella Pa”.

 

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