Tariffe servizi pubblici locali, Confesercenti: in due anni aumento +19,2%, aggravio di 312 euro a famiglia.

L’analisi dell’Ufficio Economico Confesercenti:  con Tares incrementi anche oltre il 60% sui rifiuti, peso su spesa media familiare passa dal 6,9% all’8%

In meno di due anni, dal 2011 a ottobre 2013, le tariffe sui servizi pubblici locali sono cresciute in media del 19.2% – quasi il triplo del +7,3% registrato dai prezzi al consumo nello stesso periodo – comportando un aggravio medio di 312 euro a famiglia. E la Tares produrrà un ulteriore incremento di spesa (fino al 60% in più) sulla precedente tariffa per lo smaltimento di rifiuti. È quanto emerge da uno studio dell’Ufficio economico Confesercenti.

Nel dettaglio, nessuna tariffa si tiene più bassa dell’inflazione media: il gas di rete segna +24.7%, trasporti urbani +22.0%, acqua potabile +21.5%, energia elettrica +21.2%, rifiuti solidi urbani +13.1%.  Analizzando solo il 2013 nel complesso le tariffe locali continuano a rilevarsi un comparto caldo: a sostenerne la crescita, in questo periodo, è la tariffa per l’utilizzo dell’acqua potabile, con un incremento medio vicini al +7%. Frenano invece le tariffe energetiche grazie alla caduta della bolletta del gas a settembre e ottobre.

2011

2012

2013

2013

Tariffe a controllo locale

Nov.

Gen.

Mag.

Set.

Ott.

media

Rifiuti solidi urbani

4,9

3,2

4,0

4,8

4,7

4,3

7,0

4,96

Acqua potabile

9,6

5,2

6,0

6,6

6,7

6,7

7,6

6,72

Trasporti urbani

7,9

9,1

7,1

7,1

5,3

2,7

2,7

4,98

Tariffe energetiche
Energia elettrica

1,9

14,0

15,9

9,5

0,3

1,3

-0,7

5,26

Gas di rete uso domestico

9,1

13,1

8,9

7,3

1,6

-1,5

-3,6

2,54

Prezzi al consumo

2,8

3,0

2,5

2,2

1,1

0,9

0,8

1,5

Fonte: Tendenze dei prezzi INDIS

Nel 2011 una famiglia spendeva in un anno circa 2.048 euro per i servizi pubblici locali più comuni; nel 2013 arriva a spenderne 2.360 ossia 312 euro in più: quasi 8 miliardi in più sottratti ai consumi. Nel dettaglio questo maggior costo è così ripartito: 18 euro in più per i rifiuti, 24 euro per l’acqua potabile, 83 euro per l’energia elettrica e 186 euro per il gas per domestico. Il peso delle tariffe sulla spesa media annuale delle famiglie passa dal 6.9% all’8% in meno di due anni.

 Tariffe, spesa media annuale per famiglia

2011*

2013*

Rifiuti solidi urbani

224

242

Acqua potabile

204

228

Energia elettrica

430

513

Gas di rete uso domestico

1.190

1.376

Totale

2.048

2.360

Nota: * stime

Fonte: Elaborazione Confersercenti su dati INDIS ref.

Ma il quadro, benché preoccupante, non è purtroppo ancora completo. Manca infatti l’aumento della tariffa sui rifiuti solidi urbani previsto con la TARES in scadenza questo mese. Le famiglie residenti nei Comuni che pagavano la Tarsu avranno gli incrementi più sostenuti soprattutto se numerose o monocomponenti mentre più contenuti saranno gli aumenti per le famiglie che pagavano la TIA. L’entrata in vigore della TARES comporterà un aggravio di spesa dovuto sia all’obbligo di copertura integrale dei costi, elemento non previsto nei regimi Tarsu/Tia, in cui la copertura era intorno al 70-80% dei costi,  sia alla maggiorazione per i servizi indivisibili, e determinerà una significativa redistribuzione del carico tra diverse tipologie di utenza, sulla base della specifica producibilità di rifiuto. Per le famiglie con figli, il confronto col 2012, diventa abbastanza problematico anche se si dovesse includere l’IMU sulla prima casa: va considerato che quest’ultima, infatti,  prevedeva sconti per i figli, mentre nella Tares (come nella Tarsu o nella Tari) la numerosità dei componenti della famiglia è un moltiplicatore della produzione stimata di rifiuti e quindi della tariffa conseguente.

1 componente

3 componenti

5 componenti

50 mq

108 mq

120 mq

Media totale

35%

13%

29%

Fonte: Tendenze dei prezzi INDIS

All’incremento puro e semplice della tariffa, va inoltre aggiunta una componente nuova (che era inclusa nell’IMU), relativa ai cosiddetti “servizi indivisibili”, che nel caso della Tares è stata ipotizzata almeno in 30 centesimi al mq, con possibilità per i comuni di aumentarla. Facendo una stima su una famiglia di 3 componenti la spesa salirebbe da 224 a 274 euro a cui si dovranno aggiungere i 30 centesimi a metro quadro che, nel caso di 108 mq farebbe salire la spesa a 306 euro, per un incremento complessivo in due anni del 36,5%. In realtà, a seconda dei comportamenti dei comuni, si registrano casi di incrementi anche ben superiori al 50-60%, rispetto alla precedente tariffa per lo smaltimento dei rifiuti.

A confermare il fatto che all’incremento in termini nominali dei singoli tributi e tariffe locali corrisponde effettivamente un aumento di prelievo complessivo sulle famiglie (e le imprese) ci sono i dati del Dipartimento delle Finanze: tra gennaio ed ottobre 2013, mentre le entrate tributarie erariali sono diminuite dello 0,3% rispetto al 2012 (imposte dirette +1,7%, imposte indirette -2,4%, tra cui IVA -3,9%), quelle degli enti locali sono aumentate del 4,8% (senza includere i tributi locali propri, come la tassa/tariffa per lo smaltimento dei rifiuti, e altre). In particolare, va segnalato l’aumento del 32,8% del gettito derivante dall’IMU (+1,9 miliardi, per totali 7,7 miliardi, solo su seconde case e immobili produttivi, essendo stata abolita per la prima casa, tranne l’eccezione per le case di lusso). L’incremento del gettito dei tributi locali sarebbe ancora maggiormente visibile, qualora si potessero includere i dati del complesso di tributi a gestione esclusivamente locale, per i quali non è però disponibile un dato aggregato così recente, ma solo quello relativo alla dinamica esposto in tabella.  Su tutto ciò, per completare il quadro, aleggia anche la possibilità di dover pagare a gennaio una parte della precedente IMU, quella superiore all’aliquota base dello 0,4%, non rimborsata ai comuni.

 

 

 

Roma 20 dicembre 2013

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