L’intervento a Follonica del ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, ha offerto indicazioni importanti per il futuro del settore, delineando una strategia che punta sulla destagionalizzazione, sulla valorizzazione delle identità locali e sulla collaborazione tra istituzioni e imprese. Una direzione che, secondo Confesercenti, la Maremma ha già iniziato a seguire attraverso progettualità condivise, reti di operatori e nuove forme di governance territoriale.
All’iniziativa era presente anche Carlo Gistri, presidente di Assoviaggi Confesercenti Grosseto, insieme al direttore provinciale Andrea Biondi e a Claudio Pierini, presidente provinciale Fiba Confesercenti.
«Il nostro territorio dispone già di esperienze e buone pratiche da consolidare e mettere maggiormente a sistema – ha sottolineato Carlo Gistri -. Il superamento di un’offerta concentrata prevalentemente sulla stagione balneare rappresenta una delle principali sfide. La Maremma può costruire occasioni di visita durante tutto l’anno facendo dialogare paesaggio, cultura, enogastronomia, produzioni locali e attività all’aria aperta. Enoturismo, golf, cicloturismo, turismo lento, cammini e itinerari legati alle Città Etrusche possono concorrere alla costruzione di una proposta più ampia, integrata e capace di intercettare differenti segmenti di mercato».
In questa prospettiva si inserisce anche la Wine Experience promossa da Confesercenti, nata per mettere in rete cantine, imprese e operatori turistici e offrire esperienze autentiche legate al vino e alle eccellenze maremmane, contribuendo ad attrarre visitatori anche nei periodi di media stagione.
Particolarmente significativo è stato inoltre il riconoscimento del ruolo del turismo organizzato nella definizione delle strategie nazionali. Tour operator e agenzie di viaggio rappresentano infatti un osservatorio privilegiato sul mercato: intercettano i cambiamenti della domanda, conoscono le esigenze dei viaggiatori e possono contribuire alla costruzione di prodotti turistici più qualificati e rispondenti alle aspettative dei visitatori.
«Il valore del turismo organizzato non si limita alla vendita o alla costruzione del viaggio – afferma Gistri – ma comprende consulenza, selezione dei fornitori e assistenza prima, durante e dopo la partenza. In uno scenario condizionato da eventi climatici, tensioni internazionali ed emergenze improvvise, la presenza di un professionista garantisce sicurezza, competenza e un punto di riferimento concreto per il cliente».
La Maremma può già contare su esperienze riconosciute nel campo della sostenibilità, della valorizzazione del patrimonio e della governance condivisa. Ne sono un esempio i percorsi sviluppati nell’ambito della Carta Europea del Turismo Sostenibile e il lavoro del Parco delle Colline Metallifere, impegnato nel processo di rivalidazione Unesco.
«Non abbiamo bisogno di inventare nuovi modelli – prosegue Gistri – perché sul territorio esistono buone pratiche osservate con interesse anche fuori dai nostri confini. Occorre farle dialogare, valorizzarle e inserirle all’interno di una strategia comune».
Un ruolo centrale sarà svolto dal nuovo assetto degli Ambiti turistici. La Dmc Maremma Sud e i percorsi di collaborazione avviati nell’Ambito Nord possono favorire una promozione coordinata, superando frammentazioni e campanilismi che rischiano di indebolire la competitività complessiva della destinazione.
Per Confesercenti Grosseto, il confronto tra pubblico e privato non può più essere considerato un’opzione, ma una condizione indispensabile per programmare efficacemente lo sviluppo turistico. Le politiche territoriali devono coinvolgere stabilmente gli operatori che investono, creano occupazione e accolgono quotidianamente i visitatori.
«Il turismo non appartiene a una parte politica, ma rappresenta un patrimonio economico, sociale e culturale dell’intera comunità – conclude Gistri -. La Maremma possiede ambiente, cultura, produzioni di eccellenza, professionalità ed esperienze di qualità. La vera sfida è trasformare queste risorse in una strategia condivisa, capace di generare opportunità durante tutto l’anno».
Il futuro turistico della Maremma dipenderà quindi non dai singoli progetti, ma dalla capacità di istituzioni, imprese e comunità locali di fare sistema e costruire una destinazione sostenibile, competitiva e riconoscibile nel panorama nazionale.