Turismo: Toscana, le imprese chiedono modifiche alla norma

Emendamenti da Confesercenti Toscana e dalle altre associazioni di categoria

Firenze-ToscanaStesso mercato, stesse regole. Questo deve essere il principio ispiratore della legge regionale di modifica del testo unico sul turismo secondo Confcommercio Toscana, Confesercenti Toscana, Confindustria Toscana, Alleanza delle Cooperative Italiane-Toscana, che hanno condiviso la redazione di un documento con le osservazioni agli emendamenti proposti dal Consiglio Regionale.

L’impegno politico della Regione a far emergere alcune imprese dal sommerso non può bastare: ”piuttosto – dicono le quattro associazioni – vorremmo che la nuova legge andasse a scongiurare all’origine la creazione di attività di confine, che definisse regole uguali per tutti e certezza dei controlli, per il contrasto all’evasione ed elusione fiscale, e la equa ripartizione ed applicazione delle imposte. Solo così si potranno creare opportunità concrete di impresa e lavoro, e dare al turismo la dignità che merita”.

Con l’obiettivo di dare al turismo lo status di qualsiasi altro settore economico, e non quella di mero strumento per la mera integrazione del reddito, il documento unitario presentato in Regione insiste dunque “sul superamento delle attività non professionali e sull’inclusione nel testo normativo delle locazioni turistiche e, in prospettiva, degli agriturismi, nonché sulla tutela delle professioni turistiche, ricordando che le barriere all’ingresso sul mercato si combattono con una seria semplificazione amministrativa e non con la deregolamentazione selvaggia”.

Sotto la lente di ingrandimento delle quattro associazioni rappresentative delle imprese e dei professionisti del turismo sono finite in particolare alcune modifiche relative al regolamento della strutture ricettive extralberghiere che, se così approvate, rischierebbero di favorire una ricettività parallela ai limiti tra concorrenza sleale e abusivismo.

”Non ci fa paura la concorrenza, vogliamo anzi un mercato più competitivo, se questo vuol dire far crescere gli operatori – spiegano gli operatori del settore – Ma in questo mercato, le imprese devono avere gli stessi diritti e gli stessi doveri di fronte ai turisti, ai lavoratori, alla collettività. Fisco, previdenza, lavoro, igiene e sicurezza, se devono costituire una garanzia dell’offerta, non possono essere un impegno solo per alcuni soggetti economici”.

”Il rispetto della concorrenza tra imprese sane e qualificate si promuove solo con normative chiare, facili da applicare quanto da controllare per sanzionare eventuali inadempienze – aggiungono le associazioni di categorie – Non solo: normative chiare e incontrovertibili sono anche la base imprescindibile per lo sviluppo del sistema, la certezza degli investimenti, l’attrattività e qualità della nostra Regione, impegnata a cercare un turismo sostenibile sia a livello ambientale che socio-economico”. Sul fronte della riorganizzazione amministrativa e dell’abolizione delle Province, le associazioni firmatarie auspicano infine che la Regione diventi ente di coordinamento per la lotta all’abusivismo.

“Le funzioni di controllo non possono infatti essere demandate ai Comuni, così come non possono venir frammentate le funzioni di promozione, informazione e commercializzazione turistica dei territori in un numero di soggetti addirittura superiori alle ex Apt – si legge in un documento – Il rischio è di vedere naufragare ogni tentativo di governance del territorio toscano nel suo complesso, con il conseguente indebolimento dell’immagine, e l’ulteriore frammentazione dell’offerta, dei canali e dei mercati di vendita”.

Confesercenti, Confcommercio, Confindustria, Alleanza delle Cooperative Italiane-Toscana sottolineano inoltre la grande valenza di emendamenti condivisi con convinzione, all’unisono, da tutte le sigle rappresentative del settore in Toscana: “un fatto unico, straordinario, che crea i presupposti perché queste osservazioni siano valutate nella loro piena oggettività e fondatezza. Se la Regione Toscana riesce a valutarle serenamente, comprendendone le reali motivazioni, ha tutto lo spazio per accoglierle recuperando un dialogo di fondamentale importanza per l’interesse del sistema economico e sociale”.

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