Saldi penalizzati dalle promozioni anticipate: la proposta posticipare l’avvio a fine stagione
I saldi di fine stagione continuano a essere un appuntamento atteso dai consumatori, ma il loro peso sul mercato si sta progressivamente riducendo. A incidere è soprattutto la diffusione di promozioni anticipate, pre-saldi e sconti diffusi attraverso il web e i social media.
“Negli ultimi anni le strategie commerciali per battere la concorrenza sono esplose”, sottolinea Nicoletta Allibardi, presidente di Fismo Confesercenti del Veneto Centrale. “L’attuale quadro normativo fatica a tenere il passo con una realtà che sfugge ai controlli: esiste ormai un vero e proprio mercato parallelo, fatto di sconti anticipati online e offline, che si muove settimane prima dell’avvio ufficiale dei saldi”.
Da un lato i pre-saldi su invito, diffusi nei negozi specializzati che premiano i clienti più fedeli con offerte dedicate; dall’altro, il mondo digitale, dove la situazione appare molto diversa.
“Sul web e sui social – continua – assistiamo a un vero e proprio far west promozionale: offerte senza regole chiare, prezzi iniziali poco trasparenti e una tutela insufficiente per i consumatori. Parliamo di un’area grigia che muove centinaia di milioni di euro, ma dove la trasparenza è spesso l’eccezione, con conseguenze negative anche sulla qualità del prodotto. Le grandi piattaforme digitali, con le loro potenti agenzie di marketing, hanno creato uno squilibrio di mercato che penalizza i negozi di vicinato. Questi ultimi, nonostante gli sforzi e i corsi di formazione promossi da Confesercenti, non possono competere con risorse economiche diametralmente opposte”
Per contrastare questo fenomeno, Fismo Confesercenti ribadisce una proposta sostenuta da tempo: spostare l’inizio dei saldi a fine stagione. Questa misura permetterebbe ai negozi di gestire al meglio le scorte e di offrire sconti realmente vantaggiosi, ridando senso e valore alle vendite di fine stagione.
“Posticipare i saldi permetterebbe ai negozi di lavorare con più serenità, contrastando il fenomeno delle promozioni selvagge”, conclude la presidente Allibardi. “Inoltre, con il Black Friday già alle porte, l’urgenza di un intervento normativo si fa ancora più pressante per evitare un ulteriore colpo ai saldi invernali”.
L’associazione chiede, dunque, interventi normativi e di vigilanza, in particolare sul canale digitale, per ristabilire condizioni di concorrenza eque e garantire maggiore trasparenza e tutela per imprese e consumatori.
RISULTATI SONDAGGIO
L’andamento dei saldi estivi 2025 evidenzia un calo rispetto allo scorso anno. Dall’analisi delle testimonianze raccolte, l’80% degli operatori segnala una diminuzione dell’affluenza nei punti vendita, imputata principalmente alla contrazione generale della clientela e a una ridotta propensione all’acquisto. Anche i volumi di vendita risultano in calo: gli acquisti registrano infatti una flessione del 30% rispetto al 2024. Sul fronte dei metodi di pagamento, il bancomat si conferma lo strumento più utilizzato, con uno scontrino medio di circa 40 euro. Il picco di vendite si è registrato il 25 luglio, ma nel complesso il giudizio degli operatori rimane critico: il 60% esprime una valutazione negativa rispetto all’andamento complessivo della stagione dei saldi.
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