Il Presidente Convento: “Le famiglie vedono eroso il potere d’acquisto da bollette e carburanti, e questo si traduce in minori consumi nei negozi di vicinato”
L’inflazione torna a correre a Padova. Secondo i dati Istat diffusi oggi dal Comune di Padova, ad agosto 2026 i prezzi al consumo nel capoluogo sono cresciuti del 3,6% su base annua e dello 0,8% rispetto a luglio. Un’accelerazione netta rispetto al mese precedente, quando la variazione tendenziale si fermava al 2,4% e quella congiunturale era addirittura negativa (-0,1%). Il dato patavino corre più veloce di quello nazionale: l’Istat certifica per l’Italia un +3,3% tendenziale e un +0,5% congiunturale.
A pesare di più sul bilancio delle famiglie è il capitolo abitazione ed energia, che segna un +10,3% annuo: il gas costa il 16,2% in più rispetto ad agosto 2025, l’elettricità il 14,9%, i combustibili liquidi per il riscaldamento il 37,9%. Salgono anche i trasporti (+6,0%) e, nel carrello della spesa, la verdura (+13,7%) e il pesce (+5,3%), mentre calano pasta (-4,2%), frutta (-3,1%) e oli e grassi (-6,0%). Sale anche il conto alla pompa: la voce benzina e gasolio segna un +13,5% tendenziale, tra le variazioni più marcate dell’intero paniere cittadino. Ad agosto la media dei prezzi rilevati a Padova e provincia si è attestata a 1,991 euro al litro per la benzina self e a 2,088 euro per il gasolio self, con punte fino a 2,139 e 2,212 euro.
“Un’inflazione che a Padova cresce più che nel resto del Paese è un segnale che non possiamo ignorare,” dichiara Flavio Convento, presidente di Confesercenti del Veneto Centrale. “Le famiglie vedono eroso il potere d’acquisto da bollette e carburanti, e questo si traduce in minori consumi nei negozi di vicinato. Il caro-benzina in particolare pesa due volte sulle nostre imprese: scoraggia gli spostamenti verso i negozi e, allo stesso tempo, fa lievitare i costi di trasporto e consegna della merce. Chiediamo alle istituzioni, locali e nazionali, interventi mirati a contenere il costo dell’energia e dei carburanti e a sostenere il potere d’acquisto, prima che l’effetto si scarichi definitivamente sulle vendite di fine anno.”
Una notizia in controtendenza arriva invece dal fronte della mobilità: il 15 settembre il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la sospensione, per un anno, del blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 che sarebbe dovuto scattare dal 1° ottobre 2026, rinviandolo a ottobre 2027.
“Accogliamo con favore la scelta della Regione di rinviare il blocco degli Euro 5,” commenta Convento. “In un momento in cui i consumi sono già sotto pressione per il caro-vita, evitare nuove restrizioni alla circolazione è un segnale positivo anche per il commercio: significa meno ostacoli per chi deve raggiungere negozi e attività, e nessun costo aggiuntivo di adeguamento del parco veicoli per artigiani e piccole imprese che si spostano ogni giorno per lavoro. Ma il rinvio deve essere accompagnato da incentivi concreti e accessibili per sostituire i veicoli più inquinanti, con particolare attenzione alle famiglie con redditi più bassi. Non tutti possono permettersi di cambiare automobile: servono contributi adeguati e procedure semplici, perché la transizione ambientale sia alla portata di tutti. Sostenere i cittadini in questo passaggio significa anche tutelarne il potere d’acquisto, evitando che il costo di un nuovo veicolo costringa a sacrificare altre spese, con ricadute anche sul commercio e sull’economia locale».
Confesercenti del Veneto Centrale continuerà a monitorare l’andamento dei prezzi e delle misure sulla mobilità nei prossimi mesi, in vista della stagione natalizia, appuntamento cruciale per il commercio locale.