Sostenere la domanda di lettura, a partire dal Bonus Valore, e avviare una nuova politica di incentivi per la crescita delle imprese. Sono i temi al centro dell’incontro che si è svolto martedì a Roma tra il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e le associazioni della filiera del libro – Associazione Librai Italiani Confcommercio, Associazione Italiana Biblioteche, Associazione Italiana Editori, Associazione degli Editori Indipendenti e Sindacato Italiano Librai e Cartolibrai Confesercenti.
Il confronto ha evidenziato la conoscenza dettagliata delle problematiche del comparto da parte del Ministro Giuli e la comune volontà di affrontarle con una visione organica. Dal dialogo è emerso l’obiettivo comune di consolidare gli strumenti che hanno dimostrato la loro efficacia, come il Fondo per gli acquisti delle biblioteche, e di rinnovare il Bonus Cultura, estendendolo a tutti i diplomati come riconoscimento del percorso di studi concluso. Giuli si è inoltre detto disponibile a studiare nuovi interventi, in aggiunta all’impegno già profuso, per favorire lo sviluppo del settore. In questa prospettiva, ha espresso l’impegno a lavorare insieme agli operatori alla definizione di una legge sul libro, capace di valorizzare l’intera filiera, dare risposte concrete alle sue esigenze e delineare una strategia di lungo periodo. Le associazioni hanno accolto con favore la proposta e si sono dichiarate pronte a collaborare da subito alla stesura del testo, proseguendo il confronto avviato.
È stata inoltre rappresentata al Ministro la richiesta che il Bonus Valore per i neodiplomati continui a essere di 500 euro per beneficiario, prevedendo eccezioni che consentano di accedervi anche a chi, per ragioni oggettive, non ha potuto diplomarsi entro i 19 anni. Sul fronte delle biblioteche, si chiede che il fondo sia aggiuntivo rispetto ai finanziamenti ordinari e venga stabilizzato.
Per quanto riguarda invece le misure di sostegno alle aziende del settore, la filiera del libro ha chiesto un Fondo per l’innovazione da 50 milioni di euro annui, il rafforzamento dell’attuale credito d’imposta per le librerie con un aumento della dotazione finanziaria da 8 a 15 milioni di euro e una misura analoga per le micro-imprese editoriali.
La filiera propone poi un rafforzamento delle norme sul diritto d’autore. Nei confronti delle aziende dell’IA, si auspica di spostare l’onere della prova sulle Big Tech a fronte di indizi ragionevoli di utilizzo per l’addestramento degli algoritmi di materiali coperti da diritto d’autore, un modo per incentivare la trasparenza.
È stata prospettata poi una riforma del regime di remunerazione delle fotocopie, introducendo un prelievo alla fonte sulle macchine fotocopiatrici e multiuso, come avviene nel resto d’Europa, anziché gravare soprattutto sulle biblioteche universitarie, come succede oggi.
Per la gestione di diritti di riproduzione digitale di opere dell’ingegno, si raccomanda infine un sistema di licenze collettive estese che dia certezza di diritto agli utilizzatori e una equa remunera-zione ad autori ed editori.
Sulla promozione della lettura, quindi, si chiede un rafforzamento del Centro per il libro e la lettura con più fondi, più personale qualificato e un maggior coinvolgimento dei privati. Viene inoltre chiesto di rimettere al centro il ruolo della scuola e delle biblioteche scolastiche in particolare, che soffrono di carenza di fondi e di personale, sostenendo anche iniziative come #ioleggoperché, Nati per leggere, e altre ancora che molto hanno fatto in questi anni.
Tutte le misure, infine, dovrebbero essere monitorate attraverso un sistema di open data, diventando patrimonio di tutti, introducendo così una moderna cultura della valutazione delle politiche basata sui numeri e che ad oggi manca.