AIGO Confesercenti ha scritto al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi chiedendo l’apertura urgente di un confronto istituzionale sull’Affordable Housing Act, per contribuire alla definizione della posizione italiana in Consiglio e coordinare l’interlocuzione con i rappresentanti italiani nel Parlamento europeo.
L’iniziativa segue la presentazione, da parte della Commissione europea, della proposta di regolamento COM (2026) 599 final, fascicolo 2026/0268 (COD), che istituisce un quadro per le misure degli Stati membri volte a salvaguardare l’accessibilità economica e la disponibilità degli alloggi. Con l’avvio della procedura legislativa ordinaria, Parlamento europeo e Consiglio saranno chiamati a definire le rispettive posizioni.
“È necessario intervenire subito, prima che gli orientamenti negoziali si consolidino a livello nazionale ed europeo”, dichiara Claudio Cuomo, presidente nazionale di AIGO Confesercenti. “Le decisioni che saranno assunte potranno incidere direttamente sulle locazioni brevi, sulla ricettività extralberghiera e sull’ospitalità diffusa. Il Ministero del Turismo e le organizzazioni rappresentative del comparto devono essere coinvolti fin dalle prime fasi del negoziato”.
AIGO condivide l’obiettivo di affrontare la crisi abitativa e valuta positivamente il richiamo della proposta europea ai principi di necessità, proporzionalità, trasparenza e revisione. L’Associazione ritiene tuttavia indispensabile evitare che le locazioni brevi siano considerate automaticamente la causa della carenza di abitazioni.
“Ogni intervento deve essere fondato su dati affidabili e sulle condizioni effettive dei singoli territori”, prosegue Cuomo. “Non si possono applicare le stesse soluzioni alle grandi città, ai borghi, alle aree interne e alle destinazioni stagionali. Occorre inoltre distinguere chiaramente tra strutture ricettive extralberghiere, locazioni turistiche, attività occasionali e situazioni di abusivismo”.
Nella lettera, AIGO chiede che la valutazione degli effetti sulle micro e piccole imprese diventi parte sostanziale della posizione italiana. Dovranno essere considerati gli impatti su costi amministrativi, investimenti, occupazione, concorrenza e capacità ricettiva. Le eventuali misure dovranno inoltre avere un ambito territoriale definito, una durata determinata, obiettivi verificabili e un riesame periodico.
“Non chiediamo di sottrarre il settore alle regole, ma di costruire regole equilibrate, efficaci e coerenti con la realtà del turismo italiano”, conclude il presidente di AIGO. “Siamo pronti a mettere a disposizione dati, esperienze territoriali e proposte tecniche. L’Italia deve sostenere una posizione capace di conciliare il diritto all’abitare con la libertà d’impresa, la tutela degli operatori regolari e la competitività dell’offerta turistica nazionale”.