Alla scoperta di una Porta Nuova mai vista, con le guide turistiche Federagit-Confesercenti

Sabato 20 e domenica 21 febbraio una visita fra segreti, bellezze artistiche e interventi di riqualificazione.

imgres-1Una stazione vista non con l’occhio del viaggiatore, ma con quello del visitatore curioso di scoprirne i segreti, le bellezze artistiche (come la splendida sala Gonin) e i recenti interventi di riqualificazione: è questo l’itinerario alla scoperta di Porta Nuova offerto gratuitamente a torinesi e turisti dalle guide turistiche aderenti a Federagit (l’associazione delle guide e degli accompagnatori turistici aderenti alla Confesercenti) sabato 20 e domenica 21 febbraio.

Un altro itinerario – programmato per la sola domenica 21 – riguarda invece la presa del canale Cavour di Chivasso. In fondo, il programma completo con gli orari e i contenuti dei due itinerari.

Si tratta di un’iniziativa organizzata in occasione della 27^ giornata mondiale della guida turistica, con il patrocinio del Comune di Torino, della Regione Piemonte e con la collaborazione di Grandi Stazioni.

“Un week end – spiega Micol Caramello, presidente di Federagit-Confesercenti – per festeggiare e ricordare che la guida turistica è una professionista che quotidianamente valorizza la grande ricchezza del Paese e, trasmettendo la cultura dei luoghi, si fa ambasciatrice del proprio territori. Si tratta inoltre, come per le visite organizzate gli scorsi anni, di occasioni per visitare luoghi insoliti, al di fuori degli itinerari consueti e raramente accessibili al pubblico”.

PROGRAMMA:

PRIMO ITINERARIO
– Torino – Alla scoperta di Porta Nuova – Sabato 20 e domenica 21 febbraio
– Le visite avranno cadenza oraria: 10-11-12-14-15-16-17
– Appuntamento in Piazza Carlo Felice accanto al punto informativo di Turismo Torino
La visita guidata alla stazione di Torino Porta Nuova – in collaborazione con Grandi Stazioni – può sembrare una scelta inusuale: quale torinese o turista in visita non è mai passato attraverso la stazione, per partire da Torino o per tornare? Luogo frenetico per eccellenza, la Stazione per la velocità con cui la viviamo, dandola sempre per scontata, potrebbe rientrare a pieno titolo fra quelli che consideriamo dei “non luoghi”. Eppure, se ci si concede il tempo di osservare con un po’ di calma, di alzare la testa e non guardare solo il quadrante dell’orologio, la stazione può rivelarsi in tutto il suo splendore; un enorme edificio storico, emblema della modernità di Torino, pezzo della sua storia e grande contenitore di arte e curiosità che meritano davvero uno sguardo. I lavori per la costruzione della stazione iniziarono nel dicembre 1861, sotto la direzione di Alessandro Mazzucchetti e con la collaborazione del giovane architetto Carlo Ceppi. Fu aperta al traffico parzialmente il 22 dicembre 1864 e i lavori furono completati nel 1868 senza alcuna inaugurazione ufficiale, che avvenne di fatto solo il 9 giugno del 1961. Negli ultimi anni, la Stazione Porta Nuova, terza per grandezza in Italia, è stata oggetto di un importante intervento di riqualificazione ad opera di Grandi Stazioni, che ha restituito a Torino un edificio ferroviario rinnovato e più funzionale, all’altezza dei 70 milioni di viaggiatori che la frequentano ogni anno. 50mila mq complessivi riqualificati, 15mila mq dedicati ai servizi, allo shopping e al ristoro, 13mila mq di superfici restaurate tra facciate, marmi e controsoffitti. Oggi Grandi Stazioni ha in corso importanti interventi di restauro che interessano porticati facciate e coperture che restituiranno a Porta Nuova l’immagine originale del 1861, a cominciare dal colore. Questo è il programma di “rinascimento” della stazione, grazie al quale Porta Nuova ha cambiato pelle, trasformandosi da luogo di transito a luogo da vivere, anche grazie alla ricca offerta di shopping e servizi: oltre 40 le attività disponibili tutti i giorni dalle 8 alle 21, wi-fi gratuito e una app dedicata, “around station”. Numerosi anche gli stimoli culturali e sociali che negli ultimi anni hanno reso Porta Nuova un luogo unico per cittadini e viaggiatori. Ma Porta Nuova, oltre ad essere un icona dell’architettura torinese, è anche custode di gioielli unici, come la sala Gonin, concepita nel 1861 dall’architetto Alessandro Mazzucchetti per essere sala d’attesa di prima classe. L’incarico di decorare e impreziosire questo spazio – destinato anche ad accogliere la famiglia reale – fu affidato nel 1864 a uno degli artisti preferiti da Casa Savoia il pittore torinese Francesco Gonin,il quale ideò dipinse un ciclo di affreschi con personaggi mitologici e gli elementi della natura che li rappresentano. Tutta la sala è uno scrigno interamente decorato con la tecnica del “trompe l’œil”, rappresentazione della costante volontà di stupire il visitatore. L’arredo conserva ancora il tavolo presidenziale e delle deliziose poltroncine, che immaginiamo abbiano ospitato il riposo di gentiluomini d’altri tempi. La sala, abitualmente chiusa al pubblico, viene utilizzata soltanto come ambiente di rappresentanza per importanti manifestazioni e cerimonie.

SECONDO ITINERARIO
– Chivasso – Presa del Canale Cavour – Domenica 21 febbraio
– Due visite con orario 15 e 16
– Appuntamento all’ingresso della Presa del Canale in  via Gerbido a Chivasso.
150 anni fa, nel 1866 veniva inaugurato il Canale Cavour, lungo 82 km, che insieme alla rete di canali del Vercellese, rappresenta una delle opere di ingegneria idraulica più importanti d’Italia e d’Europa. Il canale, realizzato solamente in 2 anni e 10 mesi, tra il 1863 e il 1866, porta il nome di Camillo Benso conte di Cavour, il promotore di questa grande iniziativa, e fu ideato dall’agrimensore Francesco Rossi e successivamente riprogettato dall’ingegnere Carlo Noè. L’edificio di presa delle acque dal Po è l’opera significativa dell’intero Canale Cavour La visita guidata è volta alla conoscenza della costruzione di imbocco del canale e delle tecniche di gestione delle acque, elemento fondamentale  per la coltivazione del riso nella Piana Vercellese. La visita è svolta in collaborazione con l’Associazione d’Irrigazione Ovest Sesia e la Strada del Riso Vercellese di Qualità.

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