Appennino Modenese, stagione invernale 2016-17, il bilancio di Confesercenti : “Andamento in chiaroscuro”

Presenze in linea con 2015-16, ma meglio solo con la neve. Sistema troppo meteo-dipendente

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Appennino modenese: è ormai prossima all’archivio la stagione invernale 2016-2017. Le scarse precipitazioni nel corso dei mesi passati hanno delineato un andamento non proprio brillante, ma di tenuta.

Ad incidere positivamente le basse temperature del periodo gennaio-febbraio e l’eccellente preparazione delle piste da parte degli impiantisti che, già dalle festività natalizie in avanti, sono riusciti a garantire agli appassionati un’ottima sciabilità fino ad ora.

Un fattore questo determinante, anche sul saldo degli arrivi e delle presenze nelle strutture turistico-ricettive: praticamente invariato rispetto allo scorso anno.

“E’ un impegno finalizzato al raggiungimento di un’offerta dai buoni standard qualitativi e che si rinnova costantemente, quello degli operatori della montagna modenese – rimarca Confesercenti Modena – Il nostro sistema turistico però dipende ancora troppo dalle condizioni del meteo. Occorre diversificare il prodotto per poter investire maggiormente in promozione e commercializzazione.”

Andamento stagionale. L’inverno 2016/17 è risultato parecchio influenzato dalle condizioni meteo. Temperature elevate e scarso innevamento fino a Natale hanno limitato l’afflusso turistico, in ripresa però con le festività, data la maggior parte delle piste aperte grazie all’innevamento artificiale.

Condizioni che si sono poi perpetuate a gennaio, anche se con una leggera contrazione di arrivi e presenze nelle strutture ricettive. Un netto miglioramento è avvenuto a partire dalla seconda metà di gennaio e a febbraio, quando la neve naturale ha ricoperto l’Appennino e le temperature si sono abbassate; condizioni che si sono almeno in parte rinnovate poi fino alle metà di marzo.

Andamento strutture ricettive. Complessivamente il campione di strutture alberghiere monitorate da Confesercenti rileva una sostanziale stabilità delle presenze rispetto all’inverno 2015/2016: con una tendenza che vede in calo le settimane bianche, mentre aumentano i week-end lunghi. Da notare poi che i prezzi sono rimasti invariati e che, per cercare di mantenere la medesima percentuale di camere occupate, molti alberghi hanno praticato promozioni con sconti sui listini.

Strategie commerciali che continuano a ripetersi e che stanno portando ad un pericoloso assottigliamento dei margini di guadagno. Utili che invece sono indispensabili quando occorre programmare interventi di riqualificazione delle strutture.

“La stagione turistica appena conclusasi ha mostrato che il ‘prodotto neve’ del nostro Appennino è ancora competitivo ed attrattivo almeno sul mercato tradizionale costituito principalmente dalle province limitrofe di Emilia Romagna e Toscana. Al fine però di prevenire il pericolo che una stagione invernale con un meteo avverso comporti un crollo del sistema turistico dell’alta montagna modenese, occorre capire su quali mercati potrebbe essere indirizzata l’offerta e soprattutto su quali prodotti puntare.

Per questo risulta fondamentale concordare con Regione, Comuni e APT, le direttrici sulle quali operare gli investimenti per accrescere la competitività della destinazione turistica Appennino. Processo che dovrà vedere una nuova governance (siamo tutti in attesa della completa attuazione della nuova Legge Regionale 4) in grado di valorizzare le attrattive del territorio anche legate all’enogastronomia, alla cultura e soprattutto agli sport, oltre naturalmente allo sci”, conclude Confesercenti.

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