Autostrade, gare prorogate. Scadenza al 30 giugno 2016. Faib, Pergamo: “si aggiunge confusione a confusione”

autostradaE’ arrivate la proroga di sei mesi per l’affidamento delle aree di servizio autostradali. L’iter non è stato facile, ci sono voluti diversi tavoli di concertazione e ricorsi al TAR ma, ora, ci sarà tempo sette mesi per concludere le gare.
La scadenza prevista, infatti, è quella del 30 giugno 2016. Per quanto riguarda invece le aree per cui non c’è ancora un nuovo affidatario sono previsti accordi transitori tra Società concessionarie e subconcessionari uscenti al fine di non interrompere il servizio.
Ferme restando, però, condizioni contrattuali “eque, non discriminatorie e trasparenti” previa, comunque, comunicazione ai Ministeri e all’Antitrust. Il provvedimento con cui si è disposta la proroga è stato firmato ieri dai Direttori Generali del MiSE, Gilberto Dialuce, e del Ministero delle Infrastrutture, Mauro Coletta e prevede che “le gare per il riaffidamento dei servizi di distribuzione carbolubrificanti e di ristorazione devono essere svolte secondo un calendario maggiormente articolato nel tempo, che dia la possibilità di una più vasta, informata e ordinata partecipazione delle imprese alle gare stesse, anche a vantaggio della concorrenza, secondo un cronoprogramma che ogni concessionario trasmetterà a questi Ministeri ai fini del coordinamento tra i diversi programmi e della pubblicazione del cronoprogramma complessivo”.
La notizia è stata subito commentata dal Direttore della Faib Nazionale Gaetano Pergamo secondo il quale “la decisione di concedere un ulteriore proroga di 6 mesi per l’affidamento non fa che aggiungere confusione a confusione e segnala una drammatica assenza della politica e ovviamente del Governo che in tema di autostrade ha sempre brillato per una certa distrazione”.
Secondo Pergamo “concedere ulteriori mesi di proroga a fronte di decine di ricorsi da parte di tutti gli attori significa da una parte calarsi la benda sugli occhi, e affidarsi all’esito della dea giustizia, e dall’altro abdicare al proprio ruolo guida dei processi di governo di una comunità.
Già il Decreto interministeriale non opera scelte precise a favore di una governance che privilegi gli interessi dei cittadini e delle imprese e, dunque, in ultima analisi della concorrenza, come anche l’antitrust aveva segnalato a più riprese, a monte dell’emanazione del Decreto”.
Il Direttore della Faib sottolinea anche alcune gravi mancanze all’interno del Decreto.
“Il tema dell’elevato peso delle royalties nell’economia della gestione dei servizi oil in autostrade, della concorrenza nel non oil, della continuità del servizio pubblico e della necessaria ristrutturazione – aggiunge Pergamo – sono temi che il Decreto, nonostante le sollecitazione dei regolatori istituzionali, o non ha toccato o ha omesso di tracciare, preferendo affidarsi a formulazioni ambigue”.
“Il punto – sollecita il Direttore – è che questo servizio, che concerne la mobilità dei cittadine e la logistica dell’80% delle merci scambiate sul mercato italiano, non può essere rimesso alla decisione del Giudice ma necessità di un atto di assunzione di responsabilità da parte del Governo che non può non apprezzare che sulla tratta della viabilità autostradale occorre procedere alla separazione delle concessioni: da una parte il nastro della viabilità, dall’altra le piattaforme dei servizi autostradali oil e non oil. Sono due beni distinti che lo Stato deve procedere a separare per valorizzare i suoi asset e separare gli interessi che in autostrada sonno pericolosamente incrociati”.
“La decisione di prorogare – rimarca ancora Pergamo – non fa altro che danneggiare gli interessi dei cittadini e delle imprese che vi operano perché occorre anche domandarsi cosa mai succederà a valle degli affidamenti laddove dovessero essere riconosciuti fondati i ricorsi avversi al decreto interministeriale: a quel punto gli ingenti danni subiti su che ricadrebbero e come si potrebbe porre rimedio alla nuova situazione di affidamenti intanto realizzatasi? Sono questioni che solo una politica irresponsabile o in fuga dalla responsabilità non si pone.”

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