Banche / Lagarde (Fmi): in Italia serve riforma settore per sostenere PMI

Jobs Act utile per il lavoro, ma ridurre cuneo fiscale

christine-lagardeLa riforma del settore bancario in Italia “è necessaria per renderlo più forte nel sostenere la ripresa, soprattutto nel settore delle piccole e medie imprese”. Lo sottolinea il direttore dell’Fmi, Christine Lagarde, intervenendo in Bocconi. “Attualmente – spiega – il sistema finanziario italiano è onerato dai prestiti inesigibii e limitato nella sua capacità di offrire credito”. Per Lagarde “ci vogliono regimi per i casi di insolvenza per aiutare famiglie e imprese”.

“La valutazione complessiva della Bce è stata un importante passo per definire l’entità del problema e i suoi possibili rimedi”, aggiunge Lagarde, spiegando che così come “ci vogliono regimi per i casi di insolvenza per aiutare imprese e famiglie”, lo stesso “è vero per le banche”. Il direttore dell’Fmi spiega che “i tassi di cancellazione dei debiti devono essere significativamente incrementati per riportare il rapporto dei crediti inesigibili ai livelli pre-crisi”.

Lagarde è convinta che la “rivitalizzazione delle piccole e medie imprese possa essere di importanza cruciale per facilitare il flusso del credito nell’economia”. Le Pmi infatti “sono il settore portante dell’economia italiana”, tuttavia , “a causa della pressione fiscale e della bassa redditività, stanno soffrendo di più delle grandi imprese per la crisi finanziaria”, evidenzia il direttore dell’Fmi, che chiede “una strategia mirata a favorire la ristrutturazione del settore per dare impeto alla crescita e alla creazione di posti di lavoro”.

Da questo punto di vista il Jobs Act e’ “importante” per “migliorare il mercato del lavoro per lavoratori e imprese”, ma dovra’ essere accompagnato da misure finalizzate alla riduzione del cuneo fiscale, che scoraggia gli investimenti in lavoro e capitali”. Secondo Lagarde, il Jobs Act, con “il suo obiettivo di creare un nuovo contratto di lavoro con una protezione gradualmente crescente e’ cosi’ importante” per combattere il dualismo sul mercato del lavoro tra chi ha contratti a tempo determinato e giovani assunti con contratti temporanei. Altro elemento importante del provvedimento delgoverno Renzi sono le politiche attive del mercato del lavoro”che prevedono aiuti affinche’ i disoccupati ricevano formazione e assistenza nella ricerca dell’impiego di cui hanno bisogno. Austria, Finlandia e Svezia dimostrano come tali politiche possano funzionare”. “Anche cosi’ – prosegue – il Jobs Act dovra’ essere accompagnato da misure finalizzate ad abbassare le aliquote fiscali marginali, o cuneo fiscale”. Il carico fiscale sul lavoro in Italia, precisa, “rimane ben oltre la media Ocse. Riportare il cuneo fiscale sul lavoro in Italia al livello della media europea potrebbe abbassare la disoccupazione giovanile di 4-8 punti percentuali. Questo potrebbe significare da 60.000 a 130.000 giovani che tornerebbero a lavorare”.

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