Bankitalia, sempre più a picco i prestiti alle imprese

bankitaliaSi  fa più forte la stretta creditizia sulle PMI

Si fa sempre più  profonda la flessione del credito all’economia. Gli ultimi dati della Banca  d’Italia mostrano che in aprile i prestiti al settore privato hanno registrato  una contrazione su base annua del 2,3 per cento, contro il meno 1,7 registrato a  marzo). Ma il dato va scomposto: da un lato ci sono i prestiti alle famiglie,  che sono scesi dello 0,8 per cento sui dodici mesi, come nel mese precedente;  dall’altro ci sono le erogazioni alle imprese che sono diminuiti, sempre su base  annua, del 3,7 per cento (2,8 per cento a marzo).

Vivoli: “senza i confidi calo dei prestiti sarebbe ancora più grave. Sostenere i consorzi per invertire il trend: se non riparte il credito per le imprese, non riparte l’Italia”            

“I dati diffusi oggi dalla Banca d’Italia sul credito alle imprese sono estremamente allarmanti. Soprattutto se si considera che, senza l’apporto dei confidi, avremmo assistito a un crollo ancora peggiore: secondo i dati in nostro possesso, la quota media dei prestiti assistiti da garanzia è passata dal 63,5% del 2007 al 67,6% del 2012, mentre per le imprese che occupano meno di 20 addetti tale quota è arrivata addirittura all’82%”.
Così Massimo Vivoli, Presidente di Italia Comfidi – il più grande consorzio fidi del Paese – e Vice Presidente Vicario di Confesercenti, commenta la caduta dei prestiti bancari alle imprese segnalata oggi da Via Nazionale.
“Il deterioramento del credito alle imprese – continua Vivoli – è uno dei fattori che sta conducendo la nostra economia in una fase di avvitamento sempre più profonda. Senza credito le imprese chiudono, trascinando verso il basso anche occupazione, reddito nazionale e, di conseguenza, i consumi. Per questo lancio un appello a Governo e istituzioni. Serve subito un piano di intervento condiviso, sostenuto attraverso il ruolo dei consorzi di garanzia e fidi, per invertire la tendenza. Se non riparte il credito per le imprese, non riparte l’Italia: e non possiamo lasciare che questo accada”.

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