Buon Compleanno alla Legge sul Franchising!!!

Son passati 10 anni da quel 24 maggio 2004 in cui veniva pubblicata sul Gazzetta Ufficiale n° 120 la Legge 6 Maggio 2004, n. 129 relativa alle “Norme per la disciplina dell’affiliazione commerciale”. Questa data stabiliva l’inizio della tipicizzazione in Italia della famosa formula del franchising.
Il 21 aprile 2004 la 10ª Commissione permanente del Senato della Repubblica approvava in sede deliberante ed in via definitiva la proposta di legge sull’affiliazione commerciale (Franchising). Esattamente un anno dopo dalla trasmissione della 10ª Commissione permanente del Senato alla Camera dei Deputati del Disegno di Legge sulla disciplina dell’affiliazione commerciale (testo unificato dei disegni di legge n. 19-25-103-842), il citato testo ritornava ancora al Senato, ma questa volta con le importanti modifiche introdotte dalla 10ª Commissione permanente della Camera. E’ sembrava che l’iter dovesse ricominciare. Ma con sorpresa nel giro di pochi giorni il disegno di legge fu varato.
Ritornando indietro con la memoria, possiamo notare come per più di trent’anni di operazioni commerciali attraverso contratti di affiliazioni, queste sono state realizzate senza un quadro legislativo specifico, mentre, dal 1997 al 2004, nel Parlamento italiano si sono succedute circa dieci proposte di legge sull’argomento.
Dal complesso delle tante proposte di legge fino allora vagliate, la 10ª Commissione permanente del Senato della Repubblica nel luglio del 2000 era arrivata ad approvare per unanimità un testo unificato, che, a causa della convocazione di nuove elezioni parlamentari, non aveva ricevuto l’approvazione della precedente Camera dei Deputati. Durante la legislatura (XIV) le stesse Commissioni di Industria, sia al Senato che alla Camera, avevano ripreso ed ampliato alcune di quelle proposte presentate nel 2000, in virtù di accordi tra maggioranza ed opposizione, con la volontà comune di presentare un testo unificato per giungere ad una legge definitiva.
Il percorso è stato lungo, ed a volte faticoso, ma alla fine l’Italia riuscì a regolamentare un intero sistema commerciale che fino ora era in balia dell’autonomia di volontà delle parti, autonomia che il più delle volte aveva occasionato situazioni poco piacevoli per il buon nome che questa formula commerciale vantava in altri Paesi.
La Federazione Italiana Franchising – Confesercenti che si è battuta sin dagli anni novanta per avere una normativa che regolamentasse il settore, ha contribuito in modo rilevante alla stesura del testo di Legge.
Con questo testo normativo che oggi compie 10 anni abbiamo finalmente ottenuto ciò che si voleva? La risposta è sì, ma con qualche rammarico dato dall’eliminazione nel testo approvato dalla 10ª Commissione della Camera di alcuni aspetti essenziali per la tutela del settore e soprattutto del franchisee.
Per prima, la soppressione, nell’ambito della costituzione di una nuova rete di affiliazione del periodo minimo di due anni e di due punti vendita, soppressione non richiesta nelle ripetute audizioni alla Camera ed al Senato da parte della Federazione Italiana del Franchising – Confesercenti: questa variazione nel testo legislativo consente ancora la nascita di alcune aziende che si improvvisano franchisor con le penose conseguenze non solo per l’intero settore, ma in primis per il franchisee che si vede il più delle volte coinvolto in situazioni truffaldine.
Un altro aspetto che si poteva modificare a beneficio di tutti gli operatori, ma che non è stato modificato, riguarda la conciliazione. In questo senso, la Federazione Italiana del Franchising – Confesercenti aveva chiesto di mettere a disposizione delle parti, eventualmente in conflitto tra di loro, le associazioni di categoria maggiormente rappresentative del franchising proprio per la specifica conoscenza della formula commerciale. La presenza di una sede di conciliazione all’interno delle associazioni di categoria non avrebbe comportato nessun tipo di concorrenza con le camere di commercio, avrebbe anzi potuto evitare la mancanza di tutela lì dove le camere di commercio non fossero adeguatamente strutturate.
Infine, la mancata previsione di un registro dei franchisor presso il MISE, anziché presso le CCIAA, in quanto il franchising ha in sé una dimensione che guarda al mercato nazionale.
Concludiamo augurandoci che, dopo la lunga attesa, la Legge ha fornito chiarezza a decine di migliaia di operatori che aspettavano da tempo un quadro normativo alla pari dell’importanza che l’affiliazione rappresenta sul mercato italiano.
Ma c’è ancora da lavorare, bisogna continuare a fare cultura di impresa in questo settore, in particolar modo far capire agli operatori che c’è una legge che tutela entrambi con diritti e obblighi molto chiari.
Buon Compleanno!!!

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