Buoni pasto, a Genova la protesta di bar e ristoranti

Confesercenti su Il Secolo XIX: Troppo alta la commissione stabilita da Consip per le aziende che hanno sostituito Qui! Group

Torna la questione buoni pasto, a Genova la Confesercenti protesta per le commissioni troppo alte stabilite da Consip per le aziende che hanno sostituito Qui!Group. Se ne parla nell’articolo de Il Secolo XIX di giovedì 21 marzo.

Dal suo bar Tre Corone di via De Marini, ai piedi del complesso di uffici del Wtc, Luigi Pastorino racconta di avere già perso «20mila euro con la Qui! Ticket e di essere molto preoccupato per questi nuovi buoni pasto Consip che chiedono il 16% di commissioni agli esercenti». Per questo, insieme a quasi tutti i pubblici esercizi della zona, ha deciso – sostenuto da Confesercenti – di fare muro ai buoni pasto della ditta Sodexo: l’azienda vincitrice dell’ultima gara per i buoni pasto bandita dalla Centrale unica della Pubblica Amministrazione. Il problema è che alle percentuali di sconto applicate alle amministrazioni, corrisponde la percentuale di commissioni richiesta agli esercenti. Il 16%, appunto. Qui! Ticket applicava una commissione del 4,5%, cifra analoga chiedono le altre principali compagnie fornitrici.

Il caso dei nuovi ticket ha già avuto alcuni focolai di protesta a Catania e Milano (in particolare nei bar interni all’Università Polimi). A Genova, però, con le ferite fresche del crack Fogliarli, la situazione rischia di deflagrare con la prima presa di posizione nazionale della Fiepet Confesercenti. Che, ieri, ha cominciato a distribuire i volantini nei locali dei suoi associati. Così, dove fino a pochi mesi fa si trovava il cartello “Non si accettano buoni Qui!”, ora ne è comparso uno nuovo che spiega ai clienti come mai vengano respinti i buoni Sodexo dei dipendenti pubblici. A Genova, c’è un’ampia fronda di baristi che li respinge in blocco, in particolare nella zona di via De Marini e, a macchia di leopardo anche in altre zone della città.

Anche dai dipendenti pubblici piovono lamentele: dall’Università, all’Autorità portuale di sistema, passando per il Cnr. All’Università, il problema della spendibilità dei buoni pasto ha provocato mail di protesta sulla lista di distribuzione dell’Ateneo, Genua-all. Ai dipendenti di Unige, ha risposto il direttore generale, Cristian Borrello. Nella mail, il dg ha spiegato che scelta dei buoni, non è fatta direttamente dagli uffici di via Balbi ma, appunto, regolata dalla Centrale unica di acquisto della pubblica amministrazione. Gli uffici dell’Ateneo hanno richiesto il 26 febbraio scorso l’elenco degli esercizi convenzionati zona per zona, per tutte le scuole e i dipartimenti. In base al contratto, l’azienda ha 20 giorni lavorativi per rispondere. E se i locali convenzionati saranno meno di quanto previsto dalla convenzione, gli Enti potranno rivalersi.

L’Autorità portuale, a fronte di un numero altrettanto sensibile di segnalazioni da parte dei dipendenti da diverse zone della città, tra cui Castelletto, ha inviato due giorni fa una lettera all’azienda Sodexo in cui chiede invece di aumentare l’elenco dei fornitori. Altre pubbliche amministrazioni dove, per motivi diversi (ad esempio forniture preesistenti più abbondanti e non ancora esaurite), sono già in fibrillazione per timore di disagi per i dipendenti.

I più preoccupati, però, sono gli esercenti. «Siamo innanzitutto dispiaciuti per i nostri clienti a cui siamo consapevoli di creare un disagio ai nostri clienti rifiutando i buoni pasti – riprende Pastorino, dal bar Tre Corone – ma non possiamo chinare sempre la testa: dopo quello che abbiamo sofferto per la crisi di Qui! Ticket, non possiamo sempre rimetterci». Oltre a Pastorino, in via De Marini, hanno aderito tra gli altri il bar La Torre e la Focacceria.

«Genova fa da capofila alla protesta contro Consip – dice il vice di Confesercenti, Paolo Barbieri – Non citiamo Sodexo perché lo Stato deve fare la sua parte: prima seleziona un’azienda che non ci paga (Qui! Ticket), ora permette uno sconto netto del 15,97% a un’altra compagnia che, con i vari servizi connessi, arriva a farci pagare una commissione quasi del 20%». 

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