Il Mimit conferma che anche quest’anno le somme da versare per i locali aperti al pubblico che detengono apparecchi radiotelevisivi sono uguali a quelle applicate nel passato
“Nessun cambiamento per il 2026 del canone speciale radiotelevisivo relativo ai dispositivi detenuti al di fuori dell’ambito familiare”.
La conferma arriva con il decreto 23 dicembre 2025 del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) pubblicato in Gazzetta ufficiale (serie generale n. 29/2026).
Dunque nulla cambia per alberghi, cinema, teatri e in generale i locali aperti al pubblico, che continueranno a versare il canone radiotelevisivo come dalle tabelle 3 e 4 allegate al decreto ministeriale del 29 dicembre 2014, già valide per il pagamento dello stesso tipo di canone negli anni precedenti.
FiscoOggi, il giornale on line dell’Agenzia delle Entrate spiega come le tabelle 3 e 4 riportino:
- Tabella n. 3: gli importi dovuti per gli abbonamenti presso le strutture ricettive come alberghi, villaggi turistici, campeggi, bar, ristoranti. La forbice delle somme da pagare va da 195,87 euro per chi, qualsiasi sia la categoria dell’impianto, usa un solo apparecchio televisivo, a 6.528,27 euro per gli alberghi con 5 stelle con cento o più camere. Nella categoria che paga l’importo più basso sono compresi anche i negozi, mense aziendali, studi professionali, circoli, associazioni e sedi di partiti politici. Per il possesso, fuori dall’ambito familiare, di soli apparecchi radiofonici è dovuto un canone annuo di abbonamento di 28,79 euro.
- Tabella n. 4: il canone speciale dovuto per l’uso degli apparecchi televisivi nei cinema, teatri, discoteche e negli altri locali a questi assimilabili; in questo caso l’importo è compreso tra 243,51 e 315,97 euro, anche in questo caso in base alla categoria della struttura.
Gli importi presenti nelle tabelle – conclude FiscoOggi – sono calcolati al netto della tassa di concessione governativa o comunale e Iva”.