Commercio 2016: saldo positivo nella provincia salernitana ma la crisi morde ancora!

Lo sportello impresa Angri della Camera di Commercio di Salerno analizza il trend negativo nella città doriana e nei paesi limitrofi

Commercio 2016: saldo positivo nella provincia salernitana ma la crisi morde ancora!La Confesercenti angrese analizzando i dati dell’Osservatorio economico elaborati dalla Camera di Commercio, evidenzia come la dinamica imprenditoriale in provincia di Salerno nel terzo trimestre del 2016 presenti un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni; +413 imprese che corrispondono ad un tasso di crescita dello 0,35%, valore che risulta superiore all’andamento nazionale (0,27%) ma inferiore rispetto al 2015, quando il saldo delle imprese salernitane era +590, con un tasso di crescita dello 0,50%.

Comunque dalla lettura della serie storica della dinamica dei terzi trimestri degli ultimi anni per le imprese in provincia di Salerno, si rilevano risultati sempre positivi, determinati da un rallentamento delle chiusure di attività. Le cessazioni nel 2016 sono state 995 e rappresentano il dato migliore dal 2011 mentre maglia nera va al 2013 con addirittura 1401 cessazioni.

Nel dettaglio dei settori di attività economica, va segnalata, per l’anno appena passato, la crescita nel terzo trimestre delle attività collegate al turismo, in crescita anche il comparto dei trasporti, dei servizi alle imprese e del credito, mentre incremento prossimo allo zero per le costruzioni e per le attività agricole, caratterizzate da un risultato negativo nei primi mesi dell’anno.

Aldo Severino, Presidente della Confesercenti Angri, sottolinea come sia interessante verificare la corrispondenza di questi dati nella cittadina doriana dove nel 2015 sono state registrate 3255 imprese (solo 36 in più rispetto al 2014) con 245 iscritte e 210 cessate, mentre nel 2016 3292, con 222  attività iscritte e 199 chiuse.

“L’attenta osservazione di questi numeri – spiega Severino –  ci fornisce l’immagine di una sostanziale tenuta del sistema imprenditoriale cittadino ma soprattutto in termini di vitalità anagrafica, perchè in realtà le nostre aziende fanno grande fatica a riprendersi dalla crisi”.

Negli ultimi tre anni si è registrato un segno negativo per l’agricoltura che con 395 registrazioni nel 2014, è passata a 382 nel 2015 fino a scendere a 366 nel 2016. Stesso discorso per il settore manifatturiero che nel 2014 contava 338 aziende, nel 2015 337, per scendere nel 2016 a 328.

Il settore della sanità e assistenza sociale delle costruzioni rimane sostanzialmente stabile con 297 nel 2014, 295 nel 2015 e 302 nel 2016. Le imprese commerciali, che rappresentano la percentuale più cospicua delle attività nella cittadina angrese vedono una lieve crescita passando dal 2014 con 1056 esercizi, al 2015 con 1073, per salire nel 2016 a 1109.

Tenue ripresa anche nel settore delle costruzioni con 297 imprese nel 2014, 295 nel 2015 e 302 nel 2016, della ristorazione con 202 esercizi nel 2016, 8 in più rispetto al 2015  e 17 in più rispetto al 2014, così come per il settore del trasporto e magazzinaggio che resta in attivo con 181 registrazioni, solo 5 in più rispetto al 2015.

“Certamente l’analisi di questi dati – continua Severino – non è affatto confortante, basti pensare che a novembre 2016 a fronte di 17 iscrizioni, di cui 6 nel settore commerciale, 6 in imprese non classificate, 1 in attività immobiliari, 2 nell’attività di ristorazione, 1 nelle costruzioni e 1 in attività professionali, abbiamo visto 15 imprenditori chiudere la serranda: 7 nel commercio, 3 nella ristorazione, 2 in attività manifatturiere, 1 in agricoltura e 2 in imprese non classificate.

La crisi dei negozi torna a mordere soprattutto in autunno che ha segnato un’accelerazione delle chiusure: la spesa non riparte perchè le famiglie, sempre più in difficoltà, spendono solo per i beni di prima necessità.

La nostra economia – conclude amareggiato Severino –  attraversa ancora un momento di stallo e nemmeno l’avvio dei saldi ha incentivato i consumi, complice anche il dilagare dei grandi centri commerciali che mettono sempre più in ginocchio i nostri piccoli negozi”.

La situazione continua ad essere allarmante anche in alcuni paesi limitrofi, il 2016 non è stato l’anno della ripresa per Pagani con 3574 attività registrate, 28 in meno rispetto al 2015; Nocera Inferiore che conta 4772 attività, 9 in meno rispetto all’anno precedente, Corbara in negativo con 173, 5 attività chiuse rispetto al 2015; S. Marzano, 1378 imprese con 8 serrande abbassate rispetto al 2015. Segnali positivi vengono invece da Scafati che registra un incremento di ben 83 attività rispetto alle 4788 del 2015, Cava De Tirreni con 4721 attività, registra un incremento di 21 nuovi esercizi rispetto all’anno prima, infine anche S. Egidio con 1053 imprese e S. Valentino Torio con 1197 chiudono l’anno in positivo con 4 attività in più rispetto al precedente anno.

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