Commercio, Istat: a gennaio vendite -0,9% sull’anno. Confesercenti: Paese ancora fermo, Governo acceleri su provvedimenti

Allarme desertificazione per i negozi alimentari: in Italia ne sono rimasti 95mila, meno di 1,6 ogni mille abitanti. Tra gennaio e febbraio 30 chiusure al giorno

Le vendite al dettaglio risultano ancora in stallo: a gennaio segnano una ‘crescita zero’ rispetto a dicembre, mentre scendono dello 0,9% nel confronto annuo. Lo rileva l’Istat. Insomma anche l’inizio del 2014 vede il commercio al palo, incluso il comparto alimentare: fermo su base mensile e in flessione dello 0,1% rispetto a gennaio del 2013. In particolare, rispetto a gennaio 2013, l’indice grezzo del totale delle vendite segna una flessione dello 0,1% per le vendite di prodotti alimentari e dell’1,3% per quelle di prodotti non alimentari.  Nella media del trimestre novembre-gennaio 2014, l’indice registra una flessione dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Nel confronto con dicembre 2013, a gennaio 2014 le vendite di prodotti alimentari mostrano una variazione nulla, quelle di prodotti non alimentari diminuiscono dello 0,1%. Le vendite per forma distributiva evidenziano, nel confronto con il mese di gennaio 2013, un aumento per la grande distribuzione (+1,0%) ed una flessione per le imprese operanti su piccole superfici (-2,5%).

Vendite, Confesercenti: “Il 2014 inizia male, Paese ancora fermo: Governo acceleri sui provvedimenti e trasformi la ritrovata fiducia dei consumatori in ripresa dei consumi”.

Allarme desertificazione per i negozi alimentari: nel primo bimestre 30 chiusure al giorno. Rimaste solo 95mila imprese, meno di 1,6 ogni mille abitanti

“Il Paese è ancora fermo. Come rivela il dato Istat sulle vendite di gennaio, il 2014 si apre con l’ennesima flessione, segno inequivocabile della mancata ripresa e del persistere delle difficoltà delle famiglie.  Un dato solo in apparenza contraddittorio con la ritrovata fiducia dei consumatori di marzo. Un clima positivo, questo, a cui hanno contribuito i provvedimenti annunciati dal nuovo esecutivo, ma che adesso va tramutato in ripresa effettiva dei consumi”.

Così, Confesercenti commenta le rilevazioni dell’Istituto di Statistica.

“Il Governo deve accelerare sulle misure a favore delle imprese e per il sostegno ai redditi più deboli, senza fare alcun passo indietro sulla platea dei beneficiari, semmai invece allargandola, per porre fine alla lunga crisi del mercato interno. Che è particolarmente grave per le piccole superfici, le cui vendite registrano variazioni tendenziali negative da maggio 2012, per 21 mesi consecutivi. La crisi dei consumi, unita all’eccesso di liberalizzazioni sugli orari e sui giorni di apertura, sta cancellando le PMI della distribuzione commerciale, desertificando le vie delle nostre città. Un fenomeno particolarmente evidente nel comparto del commercio alimentare: tra gennaio e febbraio, secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Confesercenti, in Italia hanno chiuso circa 30 imprese al giorno, a fronte di 682 aperture in tutto il periodo, per un saldo negativo di 1.070 unità. In totale, nel nostro Paese rimangono attive solo 95.105 imprese del dettaglio alimentare, pari a 1,59 ogni 1000 abitanti. E in molti comuni capoluogo di provincia come Trento, Modena e Reggio Emilia, è rimasto ormai meno di un negozio alimentare ogni 1.000 abitanti. Il servizio di vicinato, garanzia per le fasce di popolazione più deboli e per la sicurezza del territorio, è sempre più a rischio”.

Tab. 1: Saldo aperture/chiusure di imprese del commercio al dettaglio alimentare in sede fissa, Gennaio-Febbraio 2014. Fonte Osservatorio Confesercenti

 

Totale imprese registrate

Aperture

Chiusure

Saldo

Totale ITALIA

95.105

682

1.752

-1.070

 

Nella tabella seguente i dati relativi alla desertificazione delle imprese di commercio alimentare, con il dettaglio nazionale e dei comuni capoluoghi di provincia.

Tab 2 Desertificazione: Consistenza numerica delle imprese del commercio al dettaglio alimentare,rapportata al numero degli abitanti. Elaborazione Confesercenti su dati Istat e Osservatorio Confesercenti

 

Popolazione

n. dettaglio alimentare

n. negozi per 1000 abitanti

Italia

59.685.227

95.105

1,59

 

Bolzano/Bozen

103.891

57

0,55

Trento

115.540

71

0,61

Udine

98.780

63

0,64

Belluno

35.545

25

0,70

Reggio nell’Emilia

163.928

137

0,84

Pistoia

88.904

78

0,88

Modena

179.353

159

0,89

Varese

79.333

73

0,92

Como

83.422

77

0,92

Pordenone

51.378

49

0,95

Prato

187.159

189

1,01

Forlì-Cesena

116.029

118

1,02

Novara

101.933

104

1,02

L’Aquila

68.304

70

1,02

Frosinone

46.279

49

1,06

Pavia

68.313

75

1,10

Ravenna

154.288

172

1,11

Verona

253.409

285

1,12

Ferrara

131.842

149

1,13

Trieste

201.148

238

1,18

Alessandria

89.446

106

1,19

Arezzo

98.352

117

1,19

Perugia

162.986

198

1,21

Parma

177.714

218

1,23

Fermo

37.221

46

1,24

Piacenza

100.843

126

1,25

Benevento

60.797

77

1,27

Treviso

82.462

105

1,27

Ancona

100.343

128

1,28

Padova

207.245

266

1,28

Mantova

47.223

61

1,29

Asti

74.320

97

1,31

Milano

1.262.101

1.658

1,31

Lodi

43.465

58

1,33

Cremona

72.137

97

1,34

Grosseto

79.216

108

1,36

Terni

109.382

152

1,39

Vercelli

46.393

65

1,40

Lecco

47.240

69

1,46

Vicenza

113.639

167

1,47

Enna

27.876

41

1,47

Brescia

188.520

281

1,49

Gorizia

35.532

53

1,49

Rieti

47.153

71

1,51

Ascoli Piceno

49.697

75

1,51

Torino

872.091

1.324

1,52

Rimini

143.731

219

1,52

Sondrio

21.536

33

1,53

Imperia

42.246

65

1,54

Rovigo

49.965

77

1,54

Lucca

87.598

135

1,54

Bergamo

115.072

178

1,55

Teramo

54.377

85

1,56

Matera

60.009

95

1,58

Aosta

34.657

55

1,59

Chieti

51.321

82

1,60

Crotone

59.342

95

1,60

Pesaro e Urbino

94.615

152

1,61

Foggia

148.573

243

1,64

Cuneo

55.697

92

1,65

Siracusa

118.644

198

1,67

Roma

2.638.842

4.405

1,67

Biella

43.675

74

1,69

Siena

52.883

90

1,70

Viterbo

63.707

109

1,71

Bologna

380.635

654

1,72

Potenza

66.405

118

1,78

Pisa

86.263

155

1,80

Macerata

42.036

76

1,81

Nuoro

36.379

68

1,87

Catania

290.678

554

1,91

Agrigento

58.063

111

1,91

Firenze

366.039

700

1,91

Massa-Carrara

69.022

132

1,91

Taranto

198.728

393

1,98

Pescara

117.091

232

1,98

Venezia

259.263

518

2,00

Ragusa

69.816

141

2,02

Vibo Valentia

33.118

67

2,02

Latina

119.426

242

2,03

Palermo

654.987

1.354

2,07

Reggio di Calabria

180.686

374

2,07

Bari

313.213

668

2,13

Trapani

68.967

150

2,17

Campobasso

48.487

108

2,23

Catanzaro

89.062

200

2,25

La Spezia

92.439

208

2,25

Oristano

31.095

72

2,32

Cosenza

69.065

161

2,33

Sassari

125.672

297

2,36

Avellino

54.706

131

2,39

Savona

60.760

147

2,42

Lecce

89.598

219

2,44

Messina

242.267

593

2,45

Carbonia-Iglesias

56.216

139

2,47

Brindisi

88.611

222

2,51

Barletta-Andria-Trani

250.899

635

2,53

Caltanissetta

61.651

157

2,55

Isernia

22.005

57

2,59

Caserta

74.868

199

2,66

Livorno

156.998

419

2,67

Genova

582.320

1.726

2,96

Cagliari

149.575

477

3,19

Salerno

131.925

428

3,24

Napoli

959.052

3.347

3,49

 

Roma, 26 marzo 2014

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