Commercio, Confesercenti Genova: “Aiutate le botteghe di quartiere”

“Sono i più provati dalla crisi, sceglieteli per le feste”

Confesercenti Torino : “Preoccupati per ‘Natale con i fiocchi’. Rischiamo un flop. Il Comune faccia chiarezza”

Lo ripete a bassa voce. Un po’ per scaramanzia un po’ perché il primo banco di prova sarà proprio il ponte dell’ Immacolata: «Le sensazioni sono positive – spiega la presidente di Confesercenti Genova e Liguria, Patrizia De Luise che invita i genovesi a fare i regali nei negozi di quartiere – Ora aspettiamo i riscontri che arriveranno dai primi dati sugli acquisti natalizi, ma il periodo nero della crisi sembra passato ». A venti giorni da Natale quali sono le previsioni? «Sicuramente c’ è più fermento. Già da fine novembre molti genovesi hanno iniziato a guardarsi intorno e fare un giro per negozi per la scelta dei regali. Sensazioni che cambiano a seconda della zona della città. La riscoperta turistica di Genova ha avuto ripercussioni su tutto il tessuto economico, anche sulle attività commerciali. A restare indietro sono soprattutto le zone più periferiche». Quali sono i settori in crescita? «High tech e giocattoli sono settori che a Natale non conoscono crisi. Sono in recupero il regalo gourmet che spazia dai prodotti di qualità ai libri di cucina. Accessori e profumeria per un regalo low cost». Com’ è cambiato l’ approccio al Natale dei consumatori? «Se torniamo al 2008 si partiva con l’ acquisto dei regali già ad ottobre. Sembra quasi un’ altra vita. La crisi ha modificato tempi e abitudini con regali last minute e budget ben più ridotti. Nel 2015 finalmente siamo tornati in positivo e quest’ anno la sensazione è che si possa continuare con questo trend. Certo parlare di ottimismo sarebbe esagerato ma i clienti sembrano almeno aver ritrovato un po’ di fiducia». Quanto vale il Natale ? «È un banco di prova importante per tutte le attività. Sia nel rapporto con il cliente, sia in termini di fatturato soprattutto di questi tempi con i saldi che non salvano più una stagione andata male». E nei piccoli negozi? «Sono le attività di quartiere che hanno pagato più di tutti il prezzo della crisi. Sono diminuiti gli incassi, aumentate le spese fisse di gestione. Chi non ha chiuso ha comunque ridimensionato il personale. Sarebbe bello se i genovesi scegliessero i negozi di quartiere per i regali di Natale».

Tratto da La Repubblica (Edizione di Genova)

 

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