Commercio estero, Istat: “Export in calo a marzo, -1,5% in un mese”

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Marzo in rosso per le esportazioni italiane. Le vendite oltre confine hanno infatti registrato un calo dell’1,5% rispetto a febbraio e dell’1,1% rispetto a un anno prima. Lo rileva l’Istat precisando che anche le importazioni hanno registrato una flessione congiunturale del 2,4%. Il surplus commerciale si è attestato a 5,4 miliardi (+3,8 miliardi a marzo 2015).
La diminuzione congiunturale dell’export coinvolge entrambe le principali aree di sbocco, con un decremento più accentuato verso i mercati Ue (-2,5%). Tutti i principali raggruppamenti di beni sono in flessione, a eccezione dei prodotti energetici (+16,4%) e dei beni strumentali (+1,9%). Il calo annuo dell’export di marzo, aggiunge l’Istat, è invece da ascrivere esclusivamente all’area extra Ue (-5,2%).

L’Istat sottolinea che le vendite di prodotti petroliferi raffinati sono in forte calo (-24,7%), mentre le esportazioni di mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi contrastano la diminuzione tendenziale dell’export (+17,9%). Quanto alle importazioni, a marzo 2016 la diminuzione tendenziale (-5,9%) è determinata quasi esclusivamente dall’area extra Ue (-11,0%) e dagli acquisti di prodotti energetici (-32,5%), di prodotti intermedi (-6,5%) e di beni di consumo durevoli (-6,3%). Gli acquisti da Russia (-18,1%) e Cina (-15,1%) e l’import di petrolio greggio (-38,9%) e di prodotti petroliferi raffinati (-33,7%) registrano una forte diminuzione tendenziale. Andando poi ad analizzare i dati del primo trimestre di quest’anno, l’Istat rileva che, rispetto all’ultimo trimestre 2015, la dinamica dell’export (-1,7%) risulta in flessione ed è da ascrivere quasi esclusivamente all’area extra Ue (-3,0%). Al netto dei prodotti energetici la diminuzione è più contenuta (-1,0%) e i beni strumentali registrano una lieve espansione (+0,2%). Il saldo raggiunge 9,3 miliardi (15,2 miliardi al netto dei prodotti energetici), con un calo tendenziale dei flussi in valore (-0,4% per l’export e -2,4% per l’import), ma non in volume (+0,2% per l’export e +3,5% per l’import).

 

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