Commercio: Istat, a gennaio in aumento su mese (+0,1%) e su anno (+1,7%). Confesercenti: “Segnali di ripartenza, ma per i piccoli strada ancora in salita”

“Tagliare il carico fiscale per sostenere la ripresa e allontanare il rischio deflazione”

consumi

A gennaio l’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio aumenta dello 0,1% rispetto al mese precedente. Rispetto a gennaio 2014, l’indice grezzo del totale delle vendite segna un aumento dell’1,7%. E’ quanto rileva l’Istat.  Nella media del trimestre novembre-gennaio 2015, l’indice registra un aumento dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. Nel confronto con dicembre 2014, le vendite di prodotti alimentari aumentano dello 0,4%, quelle di prodotti non alimentari restano invariate. Rispetto a gennaio 2014 l’indice del valore delle vendite di prodotti alimentari aumenta del 2,9%, quello dei prodotti non alimentari dell’1,0%. Le vendite per forma distributiva evidenziano, nel confronto con il mese di gennaio 2014, un aumento sia per la grande distribuzione (+3,4%) sia, in misura piu’ contenuta, per le imprese operanti su piccole superfici (+0,2%).

Il mercato interno dà piccoli segnali di ripartenza, anche grazie all’effetto saldi, ma la ripresa è ancora da costruire. In particolare per i negozi tradizionali: l’aumento delle vendite registrato dall’Istat a gennaio, infatti, riguarda soprattutto la grande distribuzione mentre le piccole superfici si trovano davanti ancora un percorso in salita.

Così, in una nota, Confesercenti commenta i dati Istat sulle vendite del commercio al dettaglio relative a gennaio e diffuse oggi dall’Istat.

Dopo una contrazione durata tre anni, le variazioni positive sono ancora troppo timide per permettere di immaginare che la ripresa si possa agganciare in poco tempo. Anche perché lo scenario presenta ancora qualche criticità: proprio oggi il Governatore di Bankitalia Ignazio Visco ha messo in guardia dal rischio deflazione nei prossimi mesi. Rimane poi difficile la posizione delle piccole attività, per le quali ancora non si è fatto molto: dal 2007 il commercio ha visto scomparire oltre 90mila imprese individuali o di persone, una perdita non compensata dall’aumento, nello stesso periodo, delle società di capitali.

In questa situazione ancora fragile, per consolidare la ripresa è necessario che il Governo predisponga altri interventi di sostegno al reddito e alla spesa. Per rianimare il mercato interno bisogna percorrere la strada della riduzione del carico fiscale che grava sui consumi, recuperando le risorse necessarie dai tagli della spesa pubblica: è questa la vera iniezione di fiducia che attendono imprese e famiglie italiane.

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