Commercio, Istat: “Vendite ancora giù, ad aprile -2,9% anno”

Confesercenti: Governo eviti aumento Iva, sarebbe autogol

Vendite al dettaglio ancora in calo ad aprile. L’indice calcolato dall’Istat segna una diminuzione dello 0,1% rispetto a marzo (quando era sceso dello 0,3%) e del 2,9% su base annua, segnando la decima flessione tendenziale consecutiva, mentre nella media del trimestre febbraio-aprile l’indice registra una flessione dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti. Nel confronto con marzo 2013, diminuiscono le vendite di prodotti alimentari (-0,7%) e aumentano quelle di prodotti non alimentari (+0,2%). Il dato tendenziale è invece sintesi di una diminuzione del 4,5% delle vendite di prodotti alimentari e dell’1,9% di quelle di prodotti non alimentari. Le vendite per forma distributiva mostrano, nel confronto con il mese di aprile 2012, una diminuzione sia per la grande distribuzione (-3,9%) sia per le imprese operanti su piccole superfici (-2,1%).

Confesercenti: “Dodicesimo mese consecutivo di calo, da gennaio flessione è già del -3,4%”. Governo eviti aumento Iva, sarebbe autogol: altro che gettito aggiuntivo, fisco perderebbe 300 milioni

I dati sulle vendite di Aprile 2013 diffusi oggi da Istat confermano la lunga crisi del mercato interno italiano. Le vendite complessive hanno registrato dodici mesi consecutivi di flessione e il 2013 si annuncia come l’ennesimo anno difficile: da gennaio ad aprile il calo rilevato è già del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2012. A soffrire soprattutto le piccole superfici, per cui la diminuzione è circa il doppio delle grandi.

In un contesto come questo, come ha più volte lanciato l’allarme Confesercenti, l’aumento dell’aliquota IVA ordinaria dal 21 al 22% sarebbe un pericoloso autogol per la nostra economia: la misura potrebbe infatti portare ad una ulteriore riduzione dei consumi, anche perché l’aumento si applicherebbe proprio ai quei beni – come abbigliamento, beni durevoli, automobili, arredamento – le cui vendite a prezzi correnti stanno soffrendo di più, con decrementi fino al 10%. Di conseguenza è molto dubbio che l’aumento dell’aliquota generi i 3 miliardi di gettito in più previsti: secondo le nostre stime, anzi, il gettito aggiuntivo potrebbe addirittura trasformarsi in una perdita di 300 milioni per il fisco. Il Governo tenga conto della grave crisi che sta vivendo il mercato interno, e tutte le imprese che ad esso fanno riferimento: l’auspicio è che si derubrichi per sempre l’aumento IVA dall’agenda dell’esecutivo, evitando così un provvedimento dannoso per la fiducia delle famiglie e per i consumi e probabilmente inutile ai fini del bilancio.

Confesercenti: “Dodicesimo mese consecutivo di calo, da gennaio flessione è già del -3,4%. Governo eviti aumento Iva, sarebbe autogol: altro che gettito aggiuntivo, fisco perderebbe 300 milioni”

I dati sulle vendite di Aprile 2013 diffusi oggi da Istat confermano la lunga crisi del mercato interno italiano. Le vendite complessive hanno registrato dodici mesi consecutivi di flessione e il 2013 si annuncia come l’ennesimo anno difficile: da gennaio ad aprile il calo rilevato è già del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2012. A soffrire soprattutto le piccole superfici, per cui la diminuzione è circa il doppio delle grandi.

In un contesto come questo, come ha più volte lanciato l’allarme Confesercenti, l’aumento dell’aliquota IVA ordinaria dal 21 al 22% sarebbe un pericoloso autogol per la nostra economia: la misura potrebbe infatti portare ad una ulteriore riduzione dei consumi, anche perché l’aumento si applicherebbe proprio ai quei beni – come abbigliamento, beni durevoli, automobili, arredamento – le cui vendite a prezzi correnti stanno soffrendo di più, con decrementi fino al 10%. Di conseguenza è molto dubbio che l’aumento dell’aliquota generi i 3 miliardi di gettito in più previsti: secondo le nostre stime, anzi, il gettito aggiuntivo potrebbe addirittura trasformarsi in una perdita di 300 milioni per il fisco. Il Governo tenga conto della grave crisi che sta vivendo il mercato interno, e tutte le imprese che ad esso fanno riferimento: l’auspicio è che si derubrichi per sempre l’aumento IVA dall’agenda dell’esecutivo, evitando così un provvedimento dannoso per la fiducia delle famiglie e per i consumi e probabilmente inutile ai fini del bilancio.

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