Commercio: vendite in rallentamento a maggio, continua la fase di forte incertezza

Confesercenti: preoccupa il calo degli alimentari, in quattro anni persi 9 miliardi di euro di consumi

venditeRallenta la ripresina, già molto debole, del commercio. le vendite al dettaglio, a maggio 2016, aumentano di un pelo (+0,3%) sul mese precedente, ma diminuiscono di un ben più corposo 1,3% nel confronto dello scorso anno, coinvolgendo nel crollo sia le grandi superfici che i piccoli negozi. A livello di prodotti, il calo maggiore colpisce in particolare il comparto alimentare, che segna un arretramento vicino ai 2 punti percentuali.  Ad essere in contrazione, però, sono le vendite di praticamente tutti i prodotti, tranne quelli farmaceutici (+2%) e gioielli ed orologi (+0,2%). Le flessioni più marcate riguardano calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-3,2%) e giochi, sport e campeggio.

Insomma, commenta Confesercenti, la leggera ripresa dei consumi iniziata lo scorso anno non è ancora riuscita né a prendere forza né a stabilizzarsi. Anzi: dai segnali postivi registrati alla fine del 2015 si è passati, nei primi mesi del 2016, ad una fase di forte incertezza, caratterizzata da vendite altalenanti che mostrano, comunque, una tendenza ad un progressivo rallentamento.

A pesare è, in primo luogo, il deterioramento delle aspettative e del clima di fiducia, dovuto ad una percezione di rallentamento della nostra economia e alle tensioni internazionali. Tanto che la frenata delle vendite registrata rispetto allo scorso anno colpisce ogni forma distributiva – grandi e piccole superfici – e quasi tutti i prodotti, con l’eccezione di gioielli e prodotti da farmacia. Significativa, in particolare, la dinamica asfittica delle vendite di prodotti alimentari. Anche in questo caso, infatti, la ripartenza dei delle vendite, soprattutto per i piccoli esercizi, è in decisa frenata. La flessione  riflette certamente il cambiamento di abitudini degli italiani, che negli ultimi anni si sono mostrati più ‘salutisti’ e attenti agli sprechi; ma è innegabilmente connessa anche alle difficoltà generali di sistema che attraversa il Paese, oltre alle incertezze del mercato, e per questo è ancora più preoccupante: tra il 2011 ed il 2015, la spesa delle famiglie in alimentari è passata da oltre 141 miliardi a circa 132, con un calo record di 9 miliardi in quattro anni.

In generale, occorre lavorare per evitare che il rallentamento diventi una vera e propria frenata e per restituire fiducia nella ripresa. In primo luogo con un ulteriore alleggerimento del fisco che grava su famiglie e imprese. Il percorso di riduzione della pressione fiscale iniziato dal Governo deve accelerare: solo così potremo evitare un consolidamento di una fase di incertezza che potrebbe avere conseguenze negative già a partire dalla prossima stagione autunnale.

Spesa delle famiglie italiane in prodotti alimentari e bevande non alcoliche, 2011-2015

2011

2012

2013

2014

2015

Variazione2011/2015

Spesa complessiva (mln di euro)

141.063

135.462

132.196

131.843

132.061

-9.002

Fonte: elaborazioni Ufficio Economico Confesercenti su dati Istat

 

 

 

 

Roma, 22 luglio 2016

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