Confesercenti: “Amministrazione immobile, a rischio il futuro turistico di Torino”

Grandi eventi: il calendario 2017 è desolatamente vuoto. La Giunta comunale indichi in fretta le sue priorità.

GiancarloBanchieri Presidente Assohotel-ConfesercentiL’Amministrazione comunale faccia immediata chiarezza sulle proprie intenzioni in merito ai grandi eventi: non è più tollerabile l’immobilismo di questi mesi, che rischia di vanificare il lavoro di anni a favore della promozione turistica di Torino.

È questa la richiesta che Confesercenti rivolge al sindaco Appendino e alla sua Giunta.

“Il trasferimento a Milano della mostra di Manet – spiega Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti – è solo l’ultimo episodio di una ormai nutrita serie. Ma, al di al delle singole vicende, ci preoccupa l’atteggiamento di totale immobilismo dell’amministrazione: non basta dire no al modello seguito sinora, se non si ha chiaro quale nuovo approccio si vuole utilizzare per garantire e anzi incrementare gli standard degli ultimi anni. Per ora, alle dichiarazioni di principio non è seguita alcuna indicazione concreta e sul fronte turistico tutto è drammaticamente fermo. Nel merito, poi, non siamo convinti che il modello degli ‘eventi’ vada abbandonato: essi sono stati in questi anni il mezzo privilegiato attraverso cui Torino ha attirato nuovi visitatori e si è fatta conoscere. Dal punto di vista turistico la città è cresciuta e si è fatto molto, ma Torino è ancora ‘in mezzo al guado’: si tratta di consolidare la sua caratura turistica e, a questo fine, gli eventi sono quanto mai utili. Eppure a oggi il calendario 2017 è desolatamente vuoto”.

“Le attività dell’accoglienza, del turismo e del commercio in questi anni hanno fatto la loro parte e i risultati si sono visti: vogliono continuare a farla, ma il contesto deve essere quello adatto. Altrimenti il ‘tutto esaurito’ negli alberghi – come si verificherà nel prossimo fine settimana – sarà relegato nel dimenticatoio. Si tratta anche di un problema economico del comparto in termini di occupazione: il rischio è quello che le code davanti ai musei diminuiscano, ma aumentino in compenso quelle davanti alla Caritas. Torino è a uno snodo importante della sua ‘storia turistica’: o, con il contributo di tutti, fa un salto di qualità, o rischia un drammatico arretramento. Questa è la posta in gioco: ne è consapevole l’amministrazione? Il tempo a disposizione non è molto: la giunta, se c’è, batta un colpo”.

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