Confesercenti Arezzo: “Chiusura anticipata di bar e ristoranti, misura non necessaria”

Il Direttore Checcaglini: “L’aumento dei contagi  non può essere frenato semplicemente chiudendo in anticipo bar e ristoranti, o eliminando i posti esterni ai locali”

Con il nuovo Dpcm, ristoranti e bar dovranno chiudere alle 24 ma dalle 21 sarà vietato consumare in piedi

Tra le novità principali del nuovo dpcm firmato nella notte dal premier Giuseppe Conte e dal ministro Roberto Speranza, che sarà in vigore per i prossimi trenta giorni c’è quella che riguarda  bar e ristoranti che  dovranno chiudere alle 24 ma dalle 21 sarà vietato consumare in piedi: potranno quindi continuare a servire i clienti solo i locali che abbiano tavoli, al chiuso o all’aperto.

“Confesercenti Arezzo giudica la chiusura anticipata dei pubblici esercizi” commenta Mario Checcaglini direttore di Confesercenti Arezzo “ una misura non necessaria. Le regole di distanziamento, sia all’interno che all’esterno di bar e ristoranti permettono ai titolari di garantire un servizio sicuro alla propria clientela. I titolari delle attività fino ad oggi hanno dimostrato tra l’altro di svolgere con professionalità il loro lavoro e di prestare particolare attenzione alle regole di distanziamento sociale per contenere la diffusione del Covid. Misure che tendono a individuarli come responsabili della diffusione del coronavirus sono sbagliate perché colpiscono un’intera categoria già in difficoltà. Sono invece necessari controlli più diffusi e più attenti negli spazi pubblici dove si assembrano persone, spesso giovani, senza alcun controllo da parte delle autorità, magari consumando superalcolici come è dimostrato dai fatti di cronaca segnalati alla Cadorna il weekend appena concluso”.

“Confesercenti” aggiunge il direttore Checcaglini “naturalmente non  sottovaluta la crescita dei contagi e ritiene una priorità la salute dei cittadini. Al tempo stesso è convinta che l’aumento dei contagi di queste ore non possa essere frenata semplicemente chiudendo in anticipo bar e ristoranti, o eliminando i posti esterni ai locali”.

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