Confesercenti Arezzo: Il presidente Nico Gronchi incontra la presidenza provinciale

“Un incontro per il futuro e la tutela del commercio tradizionale di vicinato”

Incontro tra la presidenza provinciale della Confesercenti Arezzo e il presidente di Confesercenti Toscana e vicepresidente nazionale Nico Gronchi.
Nella sede di via Fiorentina il presidente di Confesercenti Arezzo Mario Landini, il direttore Mario Checcaglini, il vicedirettore Valeria Alvisi insieme alla presidenza provinciale si sono confrontati con Gronchi sulle questioni che stanno a cuore alla categoria.

“È stato un incontro” dichiara Mario Landini presidente di Confesercenti Arezzo “utile per soffermarsi sulle azioni intraprese nel 2019 e soprattutto per discutere delle cose da fare nel 2020. Al centro delle questioni c’è il commercio tradizionale, che vive come non mai problemi su molteplici aspetti e la sua difesa e valorizzazione diviene una priorità assoluta. Ciò significa affrontare problematiche connesse alle condizioni indispensabili a garantire il futuro a tante piccole imprese che, tra le altre cose, passa attraverso la riduzione della pressione fiscale anche locale, la semplificazione degli obblighi che gravano su di loro, insieme alla necessità di affrontare problematiche specifiche che da tempo attendono soluzione: dalla normativa sui saldi, alla formazione, alla facilità di accesso al credito”.

Ad introdurre è stato il vicedirettore Valeria Alvisi che si è soffermata: “sulle difficoltà del commercio di vicinato e sulla necessità che le amministrazioni locali acquisiscano la consapevolezza, in un periodo di prossime elezioni, di avviare azioni a tutela delle piccole e medie imprese. Questo significa limitare gli insediamenti commerciali, maxi ma anche medi, insieme alla riduzione e alla moderazione di tariffe che gravano sul commercio tradizionale”. A questo proposito il presidente Landini ha annunciato la volontà “di costituire, in ogni comune che si appresta alle elezioni, un tavolo di Confesercenti per predisporre le specifiche proposte che possano mettere al centro le esigenze del commercio di vicinato e consegnarle ai candidati nei vari comuni”.

Per il direttore Mario Checcaglini un problema oggi più urgente da affrontare è quello “di arrivare in tempi rapidi a una legislazione che costringa i grandi player del commercio on line a pagare le tasse al pari del commercio tradizionale. Confesercenti Arezzo ha manifestato l’esigenza di prendere in mano la bandiera di pari trattamento tra questa forma di commercio e quello tradizionale sapendo che su questa rivendicazione si possono trovare molti, come quello contenuto nell’appello del fondatore di Slow Food Carlo Petrini, che indica nel commercio di vicinato un presidio sociale e culturale che deve essere assolutamente salvaguardato. Per il futuro dovremo impegnarci, è stato sottolineato nell’incontro, a trasmettere al consumatore il messaggio che acquistare online tramite i grandi player, quali Amazon, non rappresenta una semplice modalità di effettuare l’acquisto ma significa immaginare come potrà essere quella strada o piazza senza il negozio e le sue vetrine immaginandola come parcheggio di furgoni di corrieri che consegnano il pacco dell’acquisto on line; serve quindi immaginare la reale ripercussione negativa sulla qualità della vita di ciascuno che ciò comporta. Dalla consapevolezza del significato di un gesto del consumatore riparte quindi il futuro del commercio tradizionale”.

“Il presidente Nico Gronchi” riassume Checcaglini “ha ascoltato anche le testimonianze del territorio e ribadito che da tempo la Confesercenti porta avanti azioni per tutelare il futuro del commercio di vicinato. Sul commercio in questi ultimi anni e, in quest’ultimo in particolare, si sono sommati fattori che ne mettono a rischio la stabilità e addirittura il futuro: dal perdurare della crisi dei consumi, la concorrenza sempre più agguerrita del commercio online dei grandi player che lavorano con vantaggi fiscali, ma secondo Gronchi non sono da trascurare gli obblighi imposti prima dalla fatturazione elettronica e ora anche dallo scontrino elettronico. Sono tutte misure che pesano sulle piccole imprese generando ulteriori difficoltà che si sommano alle già note come per esempio il calo dei consumi, costringendo tanti ad abbassare le saracinesche. A soffrire e risentire delle chiusure dei negozi sono poi i paesi, i centri storici, le periferie le strade commerciali dove il commercio è anche presidio di sicurezza e vivibilità del territorio oltre che un servizio”.

“Il presidente Nico Gronchi” aggiungono Landini, Checcaglini e Alvisi “ci ha rassicurato che Confesercenti continuerà a promuovere azioni di comunicazione per sostenere il valore del commercio di vicinato ma non si limiterà a questo. L’impegno con la Regione Toscana è stato anche quello di predisporre misure a sostegno del piccolo commercio anche dal punto di vista del credito. Un esempio fra tutti sono i 38 milioni di euro che andranno a ridurre i costi delle garanzie implementando la garanzia offerta dal 50 % all’80% facilitando agli imprenditori la possibilità di ottenere finanziamenti. Inoltre la Confesercenti proseguirà ad incalzare la regione per ottenere misure che contrastino il dilagare delle sagre. In tema di formazione l’impegno sarà rivolto a far sì che la formazione sia finanziata anche per gli imprenditori oltre che per i disoccupati. Sul tema dei saldi serve invece che si rimetta mano alla normativa che sta generando difficoltà al settore”.

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