Confesercenti Bologna: “Una firma per riqualificare il commercio di vicinato”

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Ancora affluenza al banchetto di Confesercenti Bologna, in via Rizzoli 7. Si firma anche Giovedì 16 e Venerdì 17 luglio 2026

“Questa proposta di legge è un campanello d’allarme sul futuro delle nostre città, dei grandi centri urbani come dei piccoli. Se non si aiutano le piccole e medie imprese del commercio e del turismo, il mondo in cui viviamo sarà del tutto differente a come lo abbiamo conosciuto sinora. Bisogna agire e subito. La nostra proposta di legge è fondamentale per la società”, così Massimo Zucchini, Presidente provinciale di Confesercenti Bologna, questa mattina ha incitato i bolognesi a firmare il progetto di legge di iniziativa popolare dal titolo “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”. Al banchetto bolognese, allestito a due passi dalle Due Torri, c’erano, Marco Pasi, Direttore di Confesercenti Emilia Romagna, Alberto Aitini, responsabile settore Pubblici esercizi di Confesercenti Bologna.

Partita in maggio, la raccolta firme è un’iniziativa di Confesercenti Nazionale che punta a raccogliere 50mila firme e coinvolge tutte le sedi provinciali con lo slogan “I negozi di vicinato tengono vivi i quartieri.

Firmiamo per difenderli”. A Bologna continuerà:
Giovedì 16 e Venerdì 17 Luglio 2026, dalle 9 alle 14 in Via Rizzoli 7, sotto al portico, a due passi dalla DUE TORRI.

“Questa proposta di legge di Confesercenti – ha proseguito Zucchini – si concretizzerà di sicuro e abbiamo già esempi come gli hub territoriali, varati dalla Regione Emilia Romagna, che vanno nella stessa direzione che è quella di rivalutare il settore del commercio, dei servizi e del turismo. Con la creazione delle Zes (Zone economiche speciali) di Prossimità la politica dovrà intervenire con strumenti normativi che possono andare dagli sconti sulla Tari per i negozi di vicinato, agli affitti calmierati, agli incentivi per collaboratori e dipendenti”.

Al banchetto di Confesercenti era presente anche Paolo Crescimbeni, Consigliere Metropolitano delegato alle Attività produttive e al Commercio. “Se si affida un valore al commercio di prossimità – ha sostenuto – penso che questa raccolta firme sia una giusta richiesta di miglioramento di un servizio che è vicino alle persone e rappresenta competenza, sicurezza dei territori e, soprattutto, socialità. Se non ci fossero i negozi di vicinato, i nostri centri urbani si svuoterebbero e si perderebbero i rapporti tra le persone”.

In Emila Romagna la raccolta delle firme è coordinata da Confesercenti Regionale. “Vogliamo portare in Parlamento – ha ricordato il Direttore Marco Pasi – una proposta di legge di iniziativa popolare per sviluppare azioni e destinare fondi che valorizzino tutte le imprese di prossimità. Non solo per il commercio, ma anche per l’artigianato e i pubblici esercizi che erogano servizi essenziali alla popolazione e garantiscono la permanenza dei cittadini in un quartiere, in un paese o un borgo che stanno vivendo i fenomeni di desertificazione commerciale molto importanti anche in Emilia Romagna. Dopo la presentazione in Cassazione il 12 maggio scorso, questa proposta di legge di Confesercenti è stata pubblicata poi sulla Gazzetta Ufficiale e il 25 maggio scorso è cominciata la raccolta firme che si concluderà il 25 ottobre prossimo, in occasione dell’Assemblea Nazionale Confesercenti, in piazza del Popolo a Roma”.

Grande l’affluenza di bolognesi al banchetto per firmare la proposta di legge di Confesercenti. “Negli ultimi dieci anni – ha ricordato Luca Sebastiani, avvocato, uno dei firmatari – in Emilia Romagna abbiamo perso quasi 5.900 negozi di vicinato e oggi oltre due milioni di residenti vivono in comuni dove manca almeno un servizio commerciale essenziale. Non solo nei piccoli borghi, ma sempre più anche nei quartieri di Bologna. Una saracinesca abbassata non è solo una perdita economica: è un presidio in meno sulla strada, meno vita nei quartieri, meno sicurezza per chi ci abita. Per questo firmo la proposta di legge di Confesercenti sulle Zone Economiche Speciali di Prossimità, e invito tutti a fare lo stesso: rigenerare il commercio di vicinato, nei grandi centri come nei piccoli comuni, significa rendere le nostre città più sicure e più vive”.

Si può firmare al banchetto di via Rizzoli 7, oppure online, dove non c’è bisogno di vidimazione e autentificazione. Basta collegarsi al sito: firmereferendum.giustizia.it. Una volta identificati con lo Spid o la Cie (Carta di identità elettronica), si cerca Legge di iniziativa popolare, quindi Rigenerazione. Appare la proposta di Confesercenti. Cliccando su Sostieni l’iniziativa, si firma il progetto di legge con pieno valore legale.

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