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Confesercenti Modena, area del Frignano: “Forte preoccupazione per l’indotto della montagna”

L’Associazione lancia il grido di allarme: “Se nei prossimi giorni non verranno allentate le restrizioni in vigore l’intero indotto subirà un contraccolpo da cui non riuscirà più a risollevarsi “Bisogna tutelare il sistema economico legato alla Montagna. Imprese, famiglie e lavoratori”

Una mancata stagione invernale sarebbe un danno incalcolabile e irreversibile all’economia della montagna” commentano in questo modo da Confesercenti Area del Frignano l’ipotesi che la stagione sciistica salti per via dell’emergenza sanitaria in corso.

“La salute viene prima di tutto, non c’è dubbio, ma con rigore e intelligenza può essere tutelata senza per questo spingere nel burrone un intero sistema economico. Perché una stagione senza sci sarebbe un vero suicidio economico. Occorre fare uno sforzo per aprire in massima sicurezza gli impianti per la stagione invernale, a salvaguardia dell’economia dei nostri territori”, proseguono dall’associazione nell’Area del Frignano.

“Quando si afferma “una stagione con o senza sci” non parliamo in modo leggero solo dello sciare e del divertimento per i tanti appassionati, stiamo parlando del lavoro di migliaia di operatori. Parliamo di commercio, di turismo (alberghi, ristoranti, bar, rifugi, B&B), parliamo degli addetti ai lavori degli impianti stessi, parliamo di centinaia di maestri di sci e professionisti legati al mondo della montagna, di centinaia di aziende di servizi che sostengono tutte le attività produttive e di tutte le imprese che operano in montagna nei vari settori. Il danno che deriverebbe da una mancata stagione invernale è incalcolabile, sia nell’immediato che nel lungo termine.

Nell’eventualità sarà davvero complicato da sanare, per migliaia di famiglie, lavoratori dipendenti e autonomi, professionisti e partite iva. Non dare il via alla stagione sciistica nel nostro Appennino significherebbe mettere a repentaglio un intero sistema economico che rischia di ritrovarsi sull’orlo di un precipizio dall’oggi al domani.

Troppo facile parlare di chiudere tutto appellandosi ai “ristori”, a beneficio di tutti quelli coinvolti. Pura demagogia. Chiunque abbia fatto impresa nella propria vita, qualsiasi lavoratore autonomo o professionista o operatore economico, sa benissimo che non esiste ristoro garantito sufficientemente “capiente” per compensare le perdite di breve, medio e lungo periodo che la possibile mancata stagione invernale porterebbe con se e che causerebbe a tutte le persone coinvolte”, aggiungono da Confesercenti Area del Frignano.

Il Natale in Appennino è un momento fondamentale per tutta l’economia locale. Il danno per tutta l’economia montana sarebbe devastante, molte imprese, in caso di mancata attività, saranno costrette a chiudere. I fondi in arrivo con il Decreto Ristori già oggi non saranno comunque dimensionati rispetto ai danni subiti dalle varie categorie, in particolare quelle del turismo, del commercio e della ristorazione. Il mondo che ruota intorno al turismo invernale è messo a durissima prova. A causa delle restrizioni e della pandemia Covid le cancellazioni sono tante dai turisti che avevano già prenotato e un intero settore è già in piena crisi.

Le attività della montagna hanno già subito gravissime perdite per via del Covid nella fase del lockdown e sono già state penalizzate più che a sufficienza.

“Se non riapriamo a breve le imprese del nostro Appennino saranno costrette a chiudere. Fare turismo e ricezione in sicurezza è possibile, anche in un periodo complesso come questo. Lasciateci lavorare”, concludono da Confesercenti Area del Frignano.

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